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“De Umbris Idearum”, esposizione di Alessandro Sciaraffa presso la Chiesa di San Severo al Pendino

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

De Umbris Idearum

Presso la Chiesa di San Severo al Pendino, in via Duomo, è stata inaugurata lo scorso 5 ottobre la mostra personale, concepita appositamente per questa occasione, dell’artista torinese Alessandro Sciaraffa dal titolo “De Umbris Idearum”, a cura di Marina Guida e visitabile fino al prossimo 28 ottobre. L’esposizione, che prendere a prestito il titolo da un’opera del filosofo nolano Giordano Bruno, è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli ed è organizzata dalla Galleria Giorgio Persano di Torino.


Il progetto site – specific, immersivo e multisensoriale, ha come obiettivo cambiare il punto di vista che ciascuno di noi ha delle cose del mondo e dell’universo che ci circonda. Con la scelta di raggruppare tre simboli napoletani, il mare, la luce e la mistica, Sciaraffa omaggia la città che lo ospita. Nella visione dell’artista questi elementi sono da considerarsi un unico corpo, un universo organicamente formato, per così dire “un ordine mirabile” come appunto lo definì lo stesso Giordano Bruno nel suo scritto, con una precisa armonia che sostiene ogni singola opera e la connette con tutte le altre.

In questo modo la mente umana, che ha in sé non le idee ma bensì le ombre delle idee, può avvicinarsi alla vera conoscenza e cogliere il nesso che connette ogni cosa con le altre, al di là della molteplicità degli elementi e del loro mutare nel tempo. Si tratta di cercare di ottenere un metodo conoscitivo esperienziale, che colga la complessità del reale, fino ad intuire la struttura ideale che sostiene il tutto.

La complementarità inseparabile della luce e dell’ombra, che sono all’interno della mostra scorporate e rimodellate dall’artista, vengono utilizzate per generare nuove sonorità che conducono alla contemplazione e alla meditazione. L’architettura stessa che ospita l’esposizione non è un semplice contenitore, ma un amplificatore risonante di suono, di luci e ombre, all’interno della quale le opere sono posizionate in punti specifici, creando così un disegno musicale ben preciso.
Lo spettatore, muovendosi all’interno dello spazio espositivo, interagisce con esso attraverso le installazioni che, essendo state concepite come strumenti sciamanici musicali, sono in grado di proiettarlo in un altro stato della coscienza, da esplorare e sperimentare. L’intervento d’installazione si compone di tre opere: “I Totem”, “Le ombre del mare” e “I Flash drawings”.

Per quanto riguarda “Le ombre del mare”, si tratta di un’installazione sonora con intelligenza artificiale interattiva, formata da quattro lastre di vetro sospese da cavalletti, ricrea una cassa armonica riverberante trasparente. Il pubblico può produrre il suono del mare grazie all’interazione tra la luce e la propria ombra, attraverso il vetro e l’attivazione di sensori elettronici.

“I flash drawings” sono leggerissime tele di colore nero appoggiate agli altari delle cappelle laterali della chiesa, nascondono disegni catarifrangenti, visibili soltanto utilizzando la macchina fotografica con il flash. L’immagine digitale catturata dalla luce restituisce una diversa modalità di visualizzazione dell’immagine stessa, creando un cortocircuito tra visibile e invisibile.

Infine “I Totem”, diversi grandi gong producono musiche mistiche generate dalla misteriosa energia invisibile della risonanza sonora, che si materializza attraverso il corpo metallico. Grazie all’interattività del pubblico con l’intelligenza artificiale della macchina, il totem plasma lo spazio con il suono, trasportando lo spettatore in un viaggio multisensoriale.