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Out of order da We Space

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Mostre

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I lettori di Qualcosa di Napoli già conoscono “We Space”; per chi non dovesse saperlo, è la galleria più “newyorkese” di Napoli. In una traversa di via de’ mille, sottostante il negozio “Emporio di Parma”, Willy Santangelo, imprenditore e stilista di calzature, ha allestito uno degli spazi più interessanti ed alternativi della città, dedicato all’arte. Che si tratti di pittura, scrittura o musica, l’istrionico Willy non esita a mettersi in gioco organizzando eventi, con cadenza oramai settimanale, basta che solletichino la sua poliedrica fantasia.

Venerdì 4 ottobre, presenta una personale della pittrice Francesca Confessore, a cura di Valeria Polly Ferronetti. E, come se non bastasse, il tutto è condito dal gradevole sound dell’“Igor Di Martino Trio”.
Francesca, giovane artista napoletana, ci presenta una serie di opere apparentemente slegate tra loro, per genere e stile, da cui il titolo della personale, “Out of order”, che non va inteso come la locuzione Inglese, fuori servizio, ma letteralmente,” fuori di ordine”, cioè, disordinatamente.

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Macchie di colore, spirali psichedeliche e croci sovrapposte, un lavoro tutto sull’oro, si alternano al figurativo. Qualche immagine anche forte, dai tratti netti; i segni decisi di una figura mi ricordano un Baselitz, uno tra i miei pittori preferiti, e poi, affianco una chitarra. Il segno, la mano, è la stessa, ma la firma no. Sono io che mi sbaglio, o c’è qualcosa che non so? Chiedo all’artista, che mi sorride e mi ringrazia per l’accostamento al maestro tedesco, e mi spiega l’arcano delle 2 firme, perché si, è lei.

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Ciska jj 167, è la sua firma, il suo marchio, che deriva dal nome del suo primo cucciolo, lei romantica amante degli animali, e della sua prima auto, e poi la firma con il nome, impostale nella sua prima collettiva. L’opera che mi ha tanto colpito è un gatto, neanche suo, di un’amica, ma talmente bello “che non ho potuto fare a meno di dipingere”, mi dice, salutando i numerosi visitatori. La pennellata forte, mi ha intrigato, e glielo dico, ma subito mi racconta che preferisce dipingere con le mani, in modo da toccare ciò che fa e da sentirlo più intimamente suo.

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Non posso fare a meno di pensare ai tanti pittori che amano usare le proprie dita per gestire il colore, ed il loro sentimento, come il grande Catalano di cui si è, appena poche settimane orsono, inaugurata una mostra al PAN (Joan Mirò n.d.a.). Anche lui amava intingere le dita nel colore e sentirne la consistenza sulla tela. Valeria, la curatrice, mi invita a dare uno sguardo ai disegni, raccolti in un album, su di un tavolo, all’entrata, o se vogliamo, nel mio caso, all’uscita. Lì incontro un’altra Francesca, e questo mi conferma la sua ecletticità.

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La serata è, come sempre da We Space, piacevole. Si incontrano amici, e si conoscono persone interessanti, si beve un buon bicchiere di vino, offerto dall’amico Willy, con il sottofondo di una piacevole musica. Stasera ascoltiamo qualcosa di più che semplicemente “piacevole”, in fondo alla sala si esibisce un trio e ciò che producono invita ad avvicinarsi ed ascoltare. È l’Igor Di Martino Trio, e suonano un jazz moderno, con contaminazioni mediterranee, gradevole all’orecchio anche per i non amanti del jazz. Io lo sono e mi avvicino ad ascoltare.

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Presentano il loro ultimo lavoro, “Alter ego”, anche se in questa occasione, il batterista non è Luca Mignano, e non si avvalgono della collaborazione del sassofono di Luigi Di Nunzio, al contrabbasso c’è come sempre Aldo Capasso, ed alla batteria Marco Fazzari. Igor, musicista di fama internazionale, predilige la formazione a tre perché il suo primo amore musicale è stato Jimi Hendrix, che con i mitici Experience adottavano quella formazione, e poi lo hanno ispirato altri mitici Trii, come quello di Bill Evans, perché bisogna ricordare che cominciò il suo percorso musicale al pianoforte, seguendo le orme della madre pianista. Fu solo in seguito che, con una chitarra in mano, scoprì la sua vera vocazione.

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Dopo numerosi concerti a Napoli ed in Italia, ha suonato in tournèe in Brasile e negli Stati Uniti, affiancato da musicisti di gran calibro. Stasera è qui, da We Space, a rendere una serata speciale, ancora più speciale.

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