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Storia del nome di Bacoli, ipotesi tra mito e leggenda

Scritto da Maddalena Maria Sorbino Il . Inserito in Port'Alba

antico stemmma di bacoli

La storia di Bacoli, comune campano situato a 23 km a sud della città metropolitana di Napoli, si avvolge di mito e leggenda e così anche la storia del suo nome. La città è sempre stata meta molto ambita, tant’è che in età augustea (anche se la sua fama risale a molto tempo prima) la città fu eletta come avamposto militare, amministrativo e capitale elettiva della politica, della cultura e della mondanità, insieme alla vicina Baiae.


Molti sono gli scrittori che accennano a Bacoli come ad un delizioso soggiorno di dolce quiete.
Svariate fonti fanno derivare il nome da Bauli, l’etimologia va ricercata nella mitologia classica e si vuole far risalire a “Boaulia” ovvero “stalla di buoi”.

Si narra che questo nome sia legato al mito di Ercole, che nel corso della sua decima fatica, dové difendersi dal bicipite cane Ortro, posto a guardia dei buoi di Gerione, uomo mostruoso con tre teste, sei braccia e sei gambe.

L’eroe, battuti entrambi i mostri con la sua clava, dispose gli armenti dal singolare colore viola nella coppa del sole. Giunto in prossimità della moderna Bacoli, volle erigere delle stalle per ricoverare buoi. Boàulia, le stalle di Eracle, sarebbero dunque all’origine del toponimo Bauli, da cui proverrebbe il noto Bacoli.

In passato, inoltre, circolava voce che vi fosse anche un tempio eretto in onore di ercole, denominato “Bovalio”. A sostegno di quest’ipotesi, lo stemma comunale di Bacoli include anche Ercole come fondatore del luogo.

Ma non è finita qui! La storia della toponomastica cittadina trova riscontro oltre che nel termine latino Bauli anche nell’aggettivo medievale Vacua.
Rispolverando le macerie dell’epoca altomedievale, s’instaurerebbe un nuovo legame con il territorio locale, così come si presentava dopo le invasioni barbariche, devastato e insufficiente sia di strutture sia di cittadini.

Nessuno ancora, tuttavia, è riuscito a risolvere la questione, lasciando aperte entrambe le strade. La teoria che prevale sotto un profilo linguistico-scientifico, è quella che lega il toponimo “Bacoli” con il nome “Vacua”.

Lo ritroviamo chiaramente in un atto notarile del 1120, riportato in auge durante il secolo scorso. Il testo riecheggia una controversia che vede protagonisti due contadini del luogo. Si legge di una disputa, avente come oggetto la proprietà di un terreno incolto presente presso il Castrum Lucullanum di Miseno.