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Campania segreta: Il castello di Matinale

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Port'Alba

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Il Castello di Matinale sorge su di una collina sovrastante Cancello, frazione di San Felice a Cancello, in provincia di Caserta. Costruito nella prima metà del XIII secolo da Tommaso II d’Aquino, marito di Margherita di Svevia, figlia illegittima di Federico II di, fu eretto prima delle nozze, avvenute nel 1247, per controllare tutta la vallata di Suessola, che la sposa aveva ricevuto in dote.


Il castello sorge sulle rovine di una precedente fortificazione longobarda, la cui costruzione è attribuita al re Rudovaco, infatti la rocca, originariamente prendeva il suo nome. Successivamente fu donata al conte di Acerra, Cullezio, che nel tentativo di unire il suo castello al casale di Cancello, scavò una galleria che franò rovinosamente, causando il crollo di tutta l’ala occidentale.

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Fu il Normanno Ramperto a ricostruirlo, per poi ordinarne la distruzione. Ricostruito ancora nel XII secolo dai conti di Mattaloni, fu poi ripreso dal d’Aquino, che lo edificò secondo lo stile allora in voga, con pianta quadrata e torri quadrangolari, massicce, agli angoli, come i castelli Normanno-Svevi della Puglia.

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Per questo motivo, e perché dominando l’ingresso dell’intera valle di Suessola, che sebbene data in dote alla figlia, faceva parte dei domini dell’imperatore Federico II, fa parte a pieno titolo dei cosiddetti “Castelli Federiciani”, che nei disegni di “Stupor Mundi”, con la loro imponenza, posti in luoghi strategici, erano i giganteschi guardiani del suo Impero.

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Una quinta torre, rotonda, è posta a guardia della “pusterla”, l’angusta apertura che permetteva il passaggio delle truppe sui camminamenti. Il portone di accesso principale è ornato da un’arco ogivale in calcare bianco, che a tutt’oggi è rimasto intatto.

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Nel XV secolo fu sede di una chiesa dedicata, forse in onore del suo ultimo edificatore, a San Tommaso d’Aquino. Poi, cominciato il suo declino, ospitò un’osteria. Durante il periodo napoleonico, il generale francese Jean Etienne Championnet, vi stabilì il suo quartier generale, sfruttandone la posizione strategica.

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Dopo il 1861, in seguito all’invasione dei Savoia, fu covo di briganti. E di nuovo, per la sua posizione predominante, durante la II guerra mondiale, nel 1943, il Comando Alleato, lo scelse per la sua sede nella zona.

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Il castello è circondato da uno splendido quanto fitto bosco di castagni e faggi. Attualmente è proprietà privata, ma è facilmente accessibile mediante una strada asfaltata, ripida solo all’inizio della salita, ma una volta arrivati in cima, come è facilmente immaginabile, si gode di una magnifica vista, che spazia da Capri, alle pendici del Vesuvio, e sul Casertano dal lato opposto.

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