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Campania segreta: il Castello di Lettere

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Port'Alba

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La città di Lettere, che esiste sin dall’epoca imperiale, quando tutta la zona era il fiore all’occhiello della civiltà romana, è dominata dal suo castello, che ne è anche il simbolo. Costruito dagli Amalfitani, probabilmente sotto Masone I, per proteggere la Repubblica dagli attacchi provenienti dal golfo di Napoli, ha una posizione talmente dominante su tutta la valle del Sarno, da poterne controllare tutti i tipi di traffici, militari e commerciali. 

All’interno delle sue mura, sin dalla prima edificazione, avvenuta intorno alla fine del X secolo, sorgevano abitazioni civili ed una chiesa, che dal 987 divenne cattedrale e sede del vescovo dei Castelli Stabiani, che dipendeva direttamente dall’Arcivescovato di Amalfi.

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Documenti degli anni ‘30 dell’undicesimo secolo, attestano che all’interno delle mura del castello vi era un vero e proprio villaggio, con case, orti, botteghe, e strade che le collegavano. Alla cattedrale, dedicata a Santa Maria, fu in seguito aggiunto un campanile a 4 piani, decorato con meravigliosi tarsi in tufo rosso e verde, nel classico stile amalfitano, che si può ammirare in tutta la costiera.

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Con l’avvento dei Normanni, il castello fu ampliato, e dotato di un ponte levatoio; le mura furono fortificate, fu costruita una nuova porta ed i camminamenti, che agevolavano lo spostamento delle truppe lungo gli spalti.

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Durante la dominazione Sveva, la fortificazione, che per la sua posizione strategica di cui abbiamo già parlato, rispondeva a tutte le caratteristiche per essere il baluardo perfetto per il controllo del territorio, confacendo perfettamente ai desideri dell’Imperatore Federico II ed alla sua politica. Nel 1263, quindi, il feudo fu affidato a Riccardo Filangeri, ed a lui si devono la costruzione del “mastio” e di un’altra torre.

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È in epoca Angioina che il Castello assunse l’aspetto attuale, a pianta trapezoidale con un alto mastio, ed altre tre torri posizionate a difesa dei punti più esposti delle mura. La Torre Sud, più bassa delle altre, fungeva da granaio, per questo è infatti chiamata la Torre del Grano. In quell’epoca fu coinvolto nella “Guerra dei Vespri” che insanguinò la Sicilia, ma ebbe ripercussioni in tutta l’Italia meridionale, dominata dagli Angiò.

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Con gli Aragonesi cessò di avere funzioni militari, e divenne una semplice, si fa per dire, residenza. Nel 1529 divenne proprietà di Isabella di Caprona, che lo ingentilì e fece aprire varie finestre nelle austere mura fortificate. Inizialmente, diminuendo le capacità difensive della rocca, ne migliorarono quelle abitative, ma quando fu poi abbandonato, ne cominciò il lento degrado che lo trasformò in rudere.

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Abbandonato anche il borgo, il Castello privo di utilità, sia abitativa che militare, il paese di Lettere si spostò più in basso, e nel 1570, papa Pio V, concesse al vescovo di costruire un’altra cattedrale nel nuovo insediamento, e quando un secolo più tardi si smise di celebrare messa in quella antica, fu tutto il borgo fortificato ad essere definitivamente lasciato al degrado ed all’oblio.

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Dall’antica cattedrale furono rimosse le colonne, il portale e gli ornamenti, per abbellire la nuova. Tutto fu oggetto di saccheggio, ma l’imponente opera, il “Maschio Angioino” di Lettere, restava sempre lì. Finalmente, nel 2007, la Soprintendenza Archeologica di Pompei iniziò un’importante opera di recupero.

Furono effettuati scavi tra il mastio e la cattedrale, si dovette abbattere un rudere moderno, che nel frattempo era stato costruito ed a sua volta abbandonato lì, e scavare metri di materiali di risulta.

Ma la cosa dette i suoi frutti: furono ritrovate abitazioni e botteghe, e cominciò il restauro del Castello, che oggi è visitabile e costituisce una meravigliosa gita, con un salto nella storia, ed un panorama mozzafiato su tutta la piana, il Vesuvio ed il Golfo, con Napoli in lontananza. E se si aggiunge che a Lettere si mangia e si beve storicamente bene, conclusione ideale per una splendida giornata dall’esito scontato.                              

Tutto bello!