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“Dodici Rose a Settembre”: La Spettacolare Black Comedy al Femminile di Maurizio De Giovanni.

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Letteratura

Dodici rose a Settembre front panorama

«Mi chiamo Flor, ho undici anni e sono qui perché penso che mio padre ammazzerà mia madre»…

Gelsomina – detta Mina – Settembre è la protagonista dell’ultima fatica letteraria del prolifico “giallista” partenopeo Maurizio De Giovanni, già acclamatissima da critica e pubblico a pochi mesi dalla pubblicazione. Dopo alcuni racconti presenti in varie raccolte, il personaggio finalmente approda in una spettacolare dark comedy (edita dalla editrice Sellerio di Palermo) di cui appunto è l’intrigante protagonista.

 

Mina Settembre è una classica borghese napoletana che vive nei Quartieri Spagnoli. In possesso di una non comune sensibilità sociale, determinata a proteggere i deboli dalle prevaricazioni, anche a dispetto delle regole, Mina è guardata con sospetto dove lavora, perché è pur sempre una “signora”.

maurizio de giovanni

Particolare affascinante del personaggio dell’autore napoletano è che le contraddizioni di Mina sembrano letteralmente riflettersi sul suo corpo: 42 anni ben portati, aggraziata ma con un fisico prosperoso che non accetta e che cerca di nascondere con maglioni sformati che le attirano pesanti reprimende dall’acida madre - con cui è tornata ad abitare suo malgrado dopo la separazione - e che nonostante tutto non la preservano dalle volgari attenzioni di Rudy, portinaio anziano ma tutt’altro che rassegnato alla sua età.

Anche la sua vita sentimentale è una contraddizione vivente, sospesa com’è tra Claudio - ex marito magistrato, protettivo e un po’ grigio, ancora follemente innamorato di lei - e Domenico, ginecologo imbranato ed inconsapevole che lavora nel suo stesso consultorio. In uno strano mese di settembre, in una Napoli quanto mai luminosa ed al contempo adombrata di disperazione, Mina è alle prese con una penosa situazione di degrado sociale - innocenti da sottrarre alla prevaricazione di un delinquente protetto dalla solita falla legislativa - e da una tempesta sentimentale da fronteggiare con il bel Domenico, che non si decide a corteggiarla, e la madre fortemente determinata a renderle la vita un vero inferno.

 Dodici rose a Settembre copertina 01

Nel frattempo l’ex marito magistrato porta avanti con assoluta riservatezza un’indagine sul così detto “Assassino delle Rose”, uno psicopatico killer che ammazza gente apparentemente senza alcun criterio, dopo averle fatto trovare in casa o sul posto di lavoro una rosa rossa. Quello che Claudio non sa è che anche Mina riceve ogni giorno una rosa. Rossa, come il sangue.

Maurizio De Giovanni, anche questa volta, riesce a regalarci un’opera tanto delicata quanto intensa ed accattivante. Gelsomina Settembre, detta Mina, comincia ad essere un personaggio a tutto tondo, pienamente a suo agio nel passaggio dai racconti a protagonista assoluta di quest’opera che è anche il godibilissimo inizio di una saga tutta sua, ambientata in una Napoli ritratta con la consueta mistura di fascinosi eccessi e di stordente bellezza.

maurizio de giovanni 02

Menzione speciale poi va al meccanismo dell’intreccio: efficacissimo, perfetto nei tempi nello scattare nei momenti giusti (proprio come nei romanzi gialli più classici, in particolare nella seconda metà del plot) regalando stupore e meraviglia al lettore e confermando sempre più le infinite qualità di Maurizio De Giovanni, a partire dalla scrittura e dai dialoghi come sempre ricercati ma estremamente fluidi e dunque piacevolmente scorrevoli, dalla caratterizzazione magnificamente particolareggiata dei personaggi - dalla quale emerge con luminosa chiarezza tutta la loro umanità tanto da farceli sentire muoversi accanto a noi e tutto intorno a noi - ed anche dalla risoluzione finale, che sapientemente rilascia la tensione e rende ancor più saporita ed appagante l’esperienza appena conclusa.
Buona Lettura.