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Napoli ospita Plenum: la personale di Luca Gilli

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

Luca Gilli

Napoli ospiterà una nuova mostra artistica, visitabile gratuitamente, fino al prossimo 7 Dicembre presso Piazza Municipio, all’interno della splendida cornice del Maschio Angioino, Castel Nuovo, nonché sede della dinastia regia Angioina e Aragonese. L’evento, intitolato “Plenum”, rappresenta la personale del fotografo emiliano Luca Gilli.

La mostra è stata curata da Marina Guida, organizzata in collaborazione con la galleria Paola Sosio Contemporary Art di Milano, matrocinata dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comuni di Napoli.

La scelta di ospitare la personale dell’artista va ricondotta all’importanza del fotografo emiliano nello scenario culturale contemporaneo. Luca Gilli, classe 1965, può vantare numerose mostre personali sia in Italia che in Francia presso musei pubblici e gallerie private, nonché collezioni ed esposizione collettive. I suoi scatti sono stati utilizzati all’interno del Blank di Quentin Bajac (responsabile del dipartimento di fotografia del MoMA di New York), dell’Incipit a cura di Walter Guadagnini (nel Museo Diocesano dei Chiostri di S.Eustorgio a Milano), dell’Interno In Surreale all’ArtVerona e della Sinestesie a Vacciago e infine nell’ultima esperienza caprese a Villa Lysis.

Proprio gli scatti ospitati all’interno di quest’ultima dimora partenopea sono stati riutilizzati e integrati a nuove fotografie inedite inerenti la narrazione fotografica sui complessi monumentali napoletani. La mostra infatti ospiterà circa venti fotografie a colori di medio e grande formato dal significato filosofico del concetto aristotelico del Plenum. Quest’ultimo altro non è la concezione del pensiero classico secondo cui l’intero universo non presentasse vuoti ma fosse composto da piccolissime particelle infinitesimali legate le une alle altre. Trasponendo questo concetto filosofico al simbolismo della fotografia, Gilli immagina un collegamento diretto e tangibile tra la retina dell’essere umano e la pellicola fotografica.

L’immagine che l’occhio restituisce è quella di una pellicola dalle forme architettoniche sospese in una dimensione onirica. Si tratta delle restituzione di un’immagine metafisica che richiama un contesto spazio-temporale sospeso, libero dalle dimensioni dettate dalle convenzioni umani e societarie. Per ottenere questo tipo di ambientazione, Gilli compie un attento studio sull’uso della luce per riprodurre un’atmosfera tipica di quella del pensiero mentale.

I protagonisti dei suoi scatti non sono gli oggetti in se ma la relazione che essi instaurano con il contesto, legame che viene colgo dall’artista e restituito attraverso i suoi fotogrammi. Dai suoi scatti emergono legami intangibili che richiamano l’idea dell’inesistenza del vuoto e rimarcano la concezione di realtà come composizione di visioni diverse ma tutte possibili.