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"Erector Vesevo" di Pierre-Yves Le Duc

Scritto da Matteo Zapelli Il . Inserito in Mostre

Erector Vesevo

Venerdì 29 novembre alle ore 18:30 Spazio NEA è stata presentata Erector Vesevo, personale di Pierre-Yves Le Duc. Il progetto espositivo, ideato per la galleria napoletana, sarà visitabile fino al 3 gennaio 2020. Erector Vesevo è incentrato sul tema dell’eruzione.

Oltre a centinaia di schizzi preparatori, sono presenti polittici in bianco e nero, con scheletri che si alternano a “eruzioni vulcaniche”, come in una scacchiera. Trittici su tela realizzati bianco su bianco (dove la lettura del segno è dovuta al passare e ripassare della pittura in innumerevoli strati) e trittici realizzati a olio su carta, caratterizzati dal contrasto fra due tipi di nero, dialogano con i fogli sui quali Le Duc ha disegnato usando inchiostro di china.

Completano la mostra una tela bianca coperta da un velo di lino e un trittico viola su tela e velo di seta. Ha spiegato l’artista: «Il titolo della mostra “Erector Vesevo” è preso in prestito dalla poesia di Leopardi “Le Ginestre”, parafrasandone un verso. Ma è solo un diversivo. Come sempre, anche per questa esposizione ha cominciato a lavorare disegnando ossessivamente, rappresentando ripetutamente lo stesso soggetto con parametri particolarmente rigidi.

L’impulso iniziale è nato dal desiderio di portare avanti un lavoro del passato (ha iniziato il lavoro sul Vesuvio nel 1993) che serve solo da pretesto per esprimere altro. Dopo la fase preliminare di ricerca sul segno, inizia il graduale avvicinamento alla visione della forte drammaticità dell’opera che l'artista porta dentro. Si tratta fondamentalmente di una modalità di avvicinamento, di un tentativo di portare avanti una visione che si rivelerà pian piano e che lascerà stupiti.

Ricordiamo che Pierre-Yves Le Duc nasce in Francia nel 1964. Si laurea alla Sorbona in letteratura italiana nel 1988.Durante gli studi si reca frequentemente in Italia, fino a decidere di trasferirsi a Napoli dopo aver ottenuto una borsa di studio. Nel 1989 realizza le sue prime opere. Fondamentale è l'incontro nel 1992 con Alfredo Bovio Di Giovanni frequentandone il laboratorio fino alla sua morte nel 1995.

La ricerca di Le Duc si concentra principalmente sulla realizzazione di installazioni monumentali dedicate a precisi luoghi, cicli di opere complesse e articolate con una forte impronta progettuale. Esposte a Napoli sono l'opera pubblica “Il Cenacolo” allestita attorno all'obelisco di piazza San Domenico Maggiore nel 1994, “Le nove muse e i nove poeti” ideata per l'emiciclo di piazza Plebiscito nel 1995, “I Quaranta Ladroni” nella Napoli Sotterranea nel 1996, “Medium” nella sala del Lazzaretto nel 1998, “GU” esposta al Museo Archeologico nel 2004, “Soap Opera” che ritrae il ciclo dell'acqua e della vita, e altre opere come “Erotoritratti”, “Osso-Buco”, “Bonificarsi, please!”, “Rosarno, desperate house-lives”.

Ha lavorato all'elaborazione di “Métastrophysique”, “Débordements”, “APPARATO”, alla video installazione “O”, “Magigonie” e ad altri progetti, quali l'installazione del video monumentale “Motion Painting” e l'installazione interattiva “Kosmic Whore”. È del 2018 la sua ultima personale dal titolo «Andare avanti sino al “via!”» esposta allo Spazio NEA.Nel 2012 si trasferisce con la moglie e la figlia in Francia, continuando a tenere aperto il proprio atelier a Napoli. Le Duc ha esposto in Italia (Milano, Napoli, Pavia, Salerno, Sorrento, Torino, etc.) e all'estero (del 2012 la personale ad Atlanta, Stati Uniti). Ed è presente in importanti fiere quali Basilea Art Fair, Miami Art Fair e Artissima.