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“Effetto Museo. Intrusioni istantanee nei Luoghi dell’Arte”: nelle opere di Massimo Pacifico il visitatore diventa opera d’arte

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

Effetto Museo

Il MANN, Museo Archeologico Nazionale, a partire dallo scorso 31 ottobre, ospita l’esposizione dedicata alle opere di Massimo Pacifico, “Effetto Museo. Intrusioni istantanee nei Luoghi dell’Arte”. L’esposizione, promossa dallo stesso MANN e dal MiBACT, Ministero per i beni e le attività culturali, sarà visitabile fino al prossimo 6 gennaio, occasione da non perdere considerando l’avvicinarsi delle festività natalizie.

Il viaggio artistico di Massimo Pacifico non vede Napoli come prima tappa, ma anzi. Tra le tante mete si possono ricordare il Metropolitan Museum di New York, il British Museum, il Tate Britain e il Victoria&Albert Museum di Londra, il Villa Stuck di Monaco e il Germanisches Nationalmuseum di Norimberga, gli Uffizi, il Bargello e la Gallerie dell’Accademia di Firenze, la Pinacoteca di Brera e il Museo del Novecento di Milano. Dopo la “fermata” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli sarà il turno del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Sono circa cinquanta le fotografie esposte, realizzate nei più importanti istituti culturali del mondo, e rappresentano un vero e proprio atto d’amore per il pubblico dei Musei: si tratta di un Grand Tour postmoderno, grazie al quale si potrà comprendere quanto l’arte somigli alla vita reale. Presenze silenziose, figure mimetizzate nelle sale, profili contemporanei che riproducono i volti antichi di dipinti e sculture: i visitatori sono i veri protagonisti di questa esposizione.

Nelle sale 94 e 95 dell’Archeologico, i visitatori stessi si possono specchiare nelle immagini di Pacifico: sarà facile sorridere per l’allegria di una mamma che improvvisa passi di danza con il suo figlioletto al Victoria&Albert Museum, riconoscersi nella concentrazione di due ragazze allo Stedelijk Museum di Amsterdam mentre, al loro fianco, un bimbo improvvisa una fuga, mescolarsi nell’austera sospensione di un’anziana londinese proiettata nel soggetto cavalleresco di una tela.

Musei luoghi di vita, dunque, dove una coppia scambia sguardi d’intesa tra i capolavori e le maglie rosse dei giovani interrompono il bianco dei busti fermi su una parte; musei spazi metaforici dell’imprevisto, in cui vita reale e vita dell’arte si intrecciano in un gioco di simmetrie e distonie inquadrate dalle foto. L’intento dell’artista è quello di congelare attimi irripetibili e di produrre immagini semplici, usando un lessico elementare. L’obiettivo è quello di allineare l’obiettivo all’occhio e al cuore.

Secondo il Direttore del MANN, Paolo Giulierini, gli uomini, le donne, i ragazzi ed i bambini, catturati dall'obiettivo di Massimo Pacifico, creano una connessione tra diverse epoche: storie personali che incontrano la storia universale espressa dall'arte, per svelare simmetrie e contrasti tra le nostre vite e quelle dei popoli del passato.