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Cucù, il difensore civico non c’è più

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Vac 'e Press

difensore civico

“Via (il) Difensore Civico”. Bello come nome di una via partenopea? Sono trascorsi dieci anni dalla sua scomparsa e quindi si potrebbe addiittura intitolargli una strada: La Finanziaria 2010, legge n. 191 approvata nel dicembre 2009 dal Parlamento italiano, accolse tutte le proposte di Roberto Calderoli, all’epoca famoso dentista della Lega.

Si parlava della “bozzaccia Calderoli” e di “eliminazione di enti dannosi”. Non inutili, adirittura dannosi. E i napoletani si videro privare di una figura di tutela e garanzia per il cittadino. Resiste soltanto il difensore civico regionale, che attualmente è l’avv. Giuseppe Fortunato.

Eppure in Palazzo San Giacomo si notavano fermenti positivi: non tutti gli 7.914 comuni italiani avevano provveduto a nominare quello che in tutt’Europa è un punto di riferimento per chi ha difficoltà di relazione con la pubblica amministrazione.

Ombudsman, mediatore oppure chiamatelo come volete: è al servizio di tutti. In Italia, quando un’istituzione in teoria vantaggiosa per i cittadini funziona poco e male, la si rafforza e la si potenzia? No, la si elimina. Eppure il 3 dicembre al parlamento europeo ci sono state le audizioni dei candidati per l’elezione del Mediatore europeo.

Vale la pena di evidenziare che c’è un candidato italiano, anzi napoletano: l’avvocato Giuseppe Fortunato, attuale difensore civico della regione Campania, che per la terza volta prova a diventare Mediatore europeo. Sarebbe auspicabile un appoggio incondizionato dei parlamentari italiani a Bruxelles.

Insomma, quello che un tempo era il “defensor civitatis” viene riconosciuto in ambito europeo. A Napoli e in Italia, invece, non è considerato. La motivazione, a giudizio di chi scrive, è da ricercarsi – oltre che nella scarsa cultura in merito da parte degli italiani – nella tipologia delle nomine fino al momento della soppressione della figura.

A costo di farmi qualche nemico, affermo che la nomina del magistrato in pensione o, peggio, del politico senza poltrone, non ha giovato alla causa. L’energia di un pensionato non è sufficiente per esercitare la carica e il politico detronizzato ottiene la nomina, in genere, per calmierare una mancata elezione. Tanto è vero che a Napoli, dopo dieci anni,  i napoletani semmeno se ne sono accorti che il difensore civico comunale non c’è più. Non lo sapevano prima, non hanno il proprio difensore oggi.

C’è differenza?