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Elena Von Hessen alla Galleria P.R.A.C.

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Mostre

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L’acronimo sta per Piero Renna Arte Contemporanea, ed è una delle gallerie più accorsate della città. Sita in via Nuova Pizzofalcone, a Montediddio, in questo autunno, dopo aver accolto artisti del calibro di Francisco Bosoletti e Tommaso Ottieri, venerdì 6 dicembre presenta, per la prima volta a Napoli, Elena Von Hessen.


La sera del ”vernissage” le sale sono gremite, ad ammirare le opere dell’artista tedesca, il pubblico è accorso numeroso. Il titolo della mostra è Eroi Allomatici, e con questo aggettivo apparentemente ermetico, già illustra la recente ricerca della Von Hessen.

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Cresciuta nel nord della Germania, vicino Kiel,ha studiato storia dell’arte a Londra. Laureata a Berlino in Graphic Design e comunicazione artistica, alla Hochschule der Kuste Berlin nel 1997, è in questa città che ha iniziato la sua carriera artistica, come illustratrice ed in seguito artista.

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Lavora a Milano, presso lo studio del noto architetto Mendini, partecipa a diverse Collettive e realizza numerose Personali. Da sempre affascinata dalle favole illustrate tedesche, dipinge la natura come la sente, con la percezione mnemonica più che visiva.

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In questi ultimi lavori che espone alla galleria di Piero Renna, traspare il suo recente innamoramento per il poeta austriaco Hugo von Hoffmansthal, che cita nel titolo con l’aggettivo “Allomatico”, che è per il poeta il processo di trasformazione “alchemica” di due esseri quando entrano in contatto. In relazione, come Elena con i boschi della sua Germania. Gli alberi, la natura fiabesca dei suoi dipinti, i colori sempre vivi, i toni di verde e le tinte bruciate, profuse con generosità. I tronchi contorti, dalle forme vagamente femminili, dove la corteccia, come una pelle, ne racchiude gli organi interni. L’anima.

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Nel saggio “Cartografia Mnemonica”, Fabio Carnaghi, dice: “L’indagine cromatica si rifà ad un’alterazione coloristica finalizzata alla costruzione dell’immagine e non solo alla sua passiva descrizione. Il colore ha un ruolo attivo, senza alcuna valenza cosmetica o speculativa, ma incisivamente determinante nel dare corpo al soggetto”.

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Nei cinque grandi acquerelli, e nelle opere più piccole che completano l’esposizione, traspare chiaramente la visione particolare che ha l’artista del tronco, forma fondamentale dei suoi dipinti, come nei boschi, nelle grandi foreste della Germania, con cui ci racconta la natura, e attraverso le sue forme vive, ci porta per mano nel suo mondo.