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Calatrava arriva a Napoli

Scritto da Maddalena Maria Sorbino Il . Inserito in Mostre

Calatrava

Dal 6 dicembre 2019 al 10 maggio 2020, Napoli ospiterà la mostra dell’architetto Santiago Calatrava nella splendida cornice del Museo e Real Bosco di Capodimonte.


Per conoscere meglio quest’artista, dobbiamo partire dalle sue radici spagnole. Nato nel 1951, ha frequentato sia la Scuola d'Arte a Valencia per laurearsi all'Università Politecnica nel 1974, sia successivamente la Scuola Politecnica Federale di Zurigo, per conseguire la laurea in Ingegneria Civile.

Nel 1981 ha aperto il proprio studio di architettura e ingegneria a Zurigo, a cui hanno fatto seguito quello di Parigi (1989) e quello di Valencia (1991).

Egli ha seguito in modo continuativo la propria vocazione verso le arti plastiche e figurative, in particolar modo la scultura, la pittura e la ceramica: una varietà di discipline che lo aiutano nella scomposizione e nella definizione dello spazio in ambito architettonico.

Le sue opere, lo si è potuto vedere nell’esposizione romana “Le metamorfosi dello spazio”, presso i Musei Vaticani, si caratterizzano per l'interdisciplinarità e la ricerca continuativa di modelli espressivi multiformi.

A Napoli, quest’anno, il titolo della mostra è “Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli” e vuole essere una commemorazione del lavoro dell’artista, giunto ai suoi 40 anni di carriera.

Il focus principale su cui le opere si basano è la luce, che ha un ruolo sostanziale in ogni manifestazione artistica.
Al secondo piano del Museo, sono esposte le opere maggiori, tra cui il World Trade Center Transportation Hub di New York conosciuto con il nome di Oculus e la Stazione dell’aeroporto di Lione “Saint Exupéry”.

Anche il progetto del Ponte per Genova è presente, ideato in tre versioni “Ponte ad Arco”, “Ponte continuo” e “Ponte strallato”, disegnati dopo il crollo del ponte Morandi.

Vi sono, inoltre, anche molte sculture che presentano fasi artistiche diverse: astratte, geometriche, matematiche, antropomorfe, realizzate con materiali come il marmo bianco, l’alabastro, l’ebano, l’alluminio ecc.

Tra i dipinti, vi sono quelli disegnati a pastello e carboncini. I soggetti sono maggiormente alberi, nudi femminili e tori, e anche alcuni dei suoi bellissimi acquerelli.
Infine, all’interno del Cellaio sono disposte più di 50 opere realizzate in ceramica.

Dunque, un viaggio alla ricerca di un uomo che ha sicuramente posto l’arte sotto una prospettiva diversa, che vale senz’altro la pena di conoscere.