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“L’Erector Vesevo di Napoli: la personale di Yves Le Duc”

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

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Fino al prossimo 3 Gennaio sarà possibile visitare gratuitamente la personale di Yves Le Duc. L’evento artistico sarà ospitato presso lo Spazio Nea, a Via Santa Maria di Costantinopoli 53. Come dice il suo stesso titolo, Erector Vesevo, la mostra ha come tema quello dell’eruzione del Vesuvio. L’esposizione si articola come una scacchiera di opere d’arte: ci sono trittici su tela realizzati bianco su bianco e polittici in bianco e nero e ancora scheletri di Medium alternati alle opere sull’eruzione vulcanica.


Il titolo scelto per la sua personale è ispirato ad un tratto della poesia di Leopardi “Le Ginestre”. Il suo lavoro è mosso da un’inconscia sensazione di smania verso un elemento. Il soggetto scelto viene ripetuto compulsivamente per elaborare il concetto che esso stesso racchiude e disvela solo al termine del processo. Ad ogni disegno ripetuto, l’artista scorge un dettaglio, una sfumatura che gli permette di proseguire la sua indagine verso una determinata direzione.

Ogni tipologia di opera ha una chiave di lettura diversa: i trittici sono leggibili attraverso il segno stratificati di ripetuti passaggi della pittura e i polittici realizzati olio su carta vengono messi in comunicazione dalle diverse sfumature di nero della china. A questa composizioni artistiche si aggiunge il trittico viola su tela con un velo di seta a completare lo scenario. Infine ad arricchire tutto, una tela bianca coperta da un ritaglio di lino.

La sua ricerca artistica va ricercata nell’evoluzione della sua carriera e nelle vicissitudini della sua vita. Yves Le Duc, classe 1964, si laurea in letteratura italiana nel 1988 alla Sorbona di Parigi. Spinto dal suo amore per l’Italia riesce a vincere una borsa di studio che lo porterà a trascorrere un periodo della sua formazione a Napoli. Sono gli anni delle sue prime produzioni artistiche e dei grandi incontri con i maestri dell’arte locale. Nel 1992 lo studio presso il laboratorio di Alfredo Bovio Di Giovanni segneranno la sua evoluzione artistica. La sua ricerca infatti si focalizza sulla realizzazione di opere e installazioni dedicate a specifici posti ai quali l’artista si lega.

Ciò che emerge dalla sua personale è l’assenza del concetto del vuoto, seguendo il principio della creazione e della concretezza dell’azione della sua cancellazione. Quando parliamo del nulla, esso assume due dimensioni: la prima colma dei significati nascosti che lo compongono e che sono ancora da scoprire; il secondo invece è quello formate dalle dicotomie della vita, dagli opposti dell’integrità elementare.

Al termine della sua ricerca, l’artista vede l’uomo come composta dal nulla e dal vuoto, come entità colma di materialità e spiritualità dominate dal mondo delle emozioni. La vita come caleidoscopica visione dell’immensità nei dettagli.