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Mostra Thalassa: meraviglie sommerse del Mediterraneo

Scritto da Carlotta Costa Il . Inserito in Mostre

informareonline thalassa

In esposizione presso il Salone della Meridiana del MANN, dal 12 dicembre al 9 marzo 2020, è presente la mostra “Thalassa” (dal nome della divinità primordiale del mare), che porta alla luce numerosi ritrovamenti e tesori sommersi nelle acque del Mediterraneo. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il MANN e l’assessorato ai beni culturali della Regione Sicilia, e dall’impegno del professore Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, scomparso tragicamente lo scorso marzo.


Il tema unificante è il Mare Nostrum, il Mediterraneo, ed il racconto dei suoi scambi tra i tanti siti campani, del Meridione e di altri paesi mediterranei. Il racconto parte dai primi straordinari reperti che il mare ha casualmente restituito alla comunità, innescando così quel processo di sensibilizzazione che porterà alla costituzione dell’archeologia subacquea. La mostra rappresenta, infatti, una vera e propria summa di quanto svelato dalla disciplina dell’archeologia subacquea dal 1950 (anno della sua nascita) sino ad oggi.

In esposizione vi sono 400 reperti provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali. Sono nove le sezioni in cui si articola la mostra:

1) Tesori sommersi;

2) I primi passi dell’archeologia subacquea;

3) Relitti; 4) Vita da bordo;

5) Navigazione, mito e sacro;

6) Il mare, via dei commerci;

7) Il mare e le sue risorse;

8) Bellezza ed otium;

9) Acque profonde.


In rilievo tra i vari pezzi esposti vi sono: la “Testa del Filosofo” del V a.C., trovata nelle acque della Calabria nel 1969; la “Nereide”, fascinosa divinità marina ritrovata nelle acque di Posillipo; 30 reperti provenienti dal Museo Archeologico di Atene ed in particolare il relitto di Antikythera, la prima imbarcazione rinvenuta ad inizio novecento nel Mediterraneo; il rilievo, in arrivo da Ostia, con i pescatori che con la rete recuperano la statua di Ercole (il più antico racconto di una scoperta sottomarina); reperti finora inediti da Baia; ed infine da Olbia un pezzo straordinario, minuto ed apparentemente insignificante: il frammento del planetario di Archimede, attribuito direttamente al grande scienziato dell’antichità.

Lo stand del MANN alla BMTA dove il museo presentava Thalassa ph. Tiziana Giuliani

Il racconto degli scambi via mare ha anche il supporto della multimedialità: infatti una grande mappa 3D ripropone, con le nuove tecnologie, le meraviglie dei fondali del Mediterraneo. Inoltre, a completare il percorso nella Stazione Neapolis del MANN, vi sarà un focus sul porto antico di Napoli, svelato durante gli scavi della metropolitana in Piazza Municipio.

Il centro simbolico dell’esposizione è l’Atlante Farnese, capolavoro marmoreo del II secolo d.C, il percorso di visita segue infatti, con artifici allestivi e giochi di luce, le costellazioni rappresentate nella parte superiore della scultura, assecondando il modus dei naviganti antichi che orientavano il proprio viaggio seguendo il cielo.

Lo stand del MANN alla BMTA dove il museo presentava Thalassa ph. Tiziana Giuliani

Si tratta di una mostra epocale verso la quale il MANN riserva una grande attenzione: attenzione verso il mare, i suoi tesori ma anche per il suo ecosistema.
La mostra “Thalassa” vuole sottolineare la connessione storica dei popoli del Mediterraneo, connessione che oggi deve rafforzare l’idea di Mare Nostrum come ponte e non come muro.