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A ciascuno il suo Commissario straordinario

Scritto da Mariano D'Antonio Il . Inserito in Vac 'e Press

 giuseppe provenzano

Il neoministro per il Mezzogiorno  Giuseppe Provenzano promette che nei prossimi Fondi europei destinati al Mezzogiorno sarà nominato un Commissario straordinario responsabile dell'esecuzione del progetto.

 

La promessa, una volta realizzata, dovrebbe evitare che le risorse assegnate dall'Europa ad un progetto di una Regione rimangano sulla carta, non siano cioè utilizzate dagli uffici regionali perchè i bandi non siano pubblicati ovvero una volta pubblicati non diano luogo all'apertura dei cantieri, a lavori eseguiti dalle ditte assegnatarie, a rendiconti sullo stato di avanzamento dei lavori, alla liquidazione delle opere realizzate.


La misura prevista dal ministro Provenzano è opportuna: dovrebbe evitare l'inconveniente che da anni si ripete nell'utilizzo dei Fondi europei assegnati da Bruxelles alle Regioni meridionali in via di sviluppo, dovrebbe evitare cioè che le somme stanziate rimangano per anni sottoutilizzate fino a quando, scaduti i tempi, siano revocate da Bruxelles per essere assegnate ad altri Paesi in via di sviluppo dell'Europa.

Ma siamo sicuri che ciò accada?

Come e da chi saranno scelti i Commissari straordinari che dovrebbero gestire i progetti europei?

Sarebbero estratti da un Albo gestito dalle Regioni del Mezzogiorno?

E la formazione di quest'Albo passerebbe per un concorso pubblico aperto a persone estranee al personale regionale ma dotate di opportuni requisiti professionali?

E come gestire l'eventuale mole di ricorsi da parte degli esclusi dal concorso?

Insomma la disciplina che sarebbe seguita nella compilazione dell'Albo dovrebbe essere a prova di ricorsi e contestazione pena la paralisi dell'intera operazione.

A meno che non si segua un metodo di selezione del personale rigoroso, trasparente, blindato contro eventuali ricorsi, che escluda i sospetti della perversa spartizione del personale tra i politicanti. Il problema è aperto ad ogni suggerimento di buon governo che eviti gli inconvenienti della cattiva gestione della cosa pubblica.