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“David e Caravaggio. La crudeltà della natura, il profumo dell'ideale”, due grandi artisti messi a confronto nelle sale di Palazzo Zevallos

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

David e Caravaggio

Fino al prossimo 19 aprile alle Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, sarà ospitata la mostra – dossier “David e Caravaggio. La crudeltà della natura, il profumo dell'ideale”, esposizione che indaga un tema interessante per la storia della critica dal momento che ricostruisce un periodo poco noto della fortuna del Merisi attraverso un continuo parallelismo condotto sui due artisti, Caravaggio e Jacques-Louis David.


La mostra, a cura di Fernando Mazzocca, è stata realizzata grazie alla collaborazione dell'Institut Français di Napoli, del Museo di Capodimonte e di istituzioni culturali italiane. Importante è anche il contributo di altri musei internazionali che hanno concesso importanti prestiti, come, ad esempio, il Petit Palais di Parigi e il Fine Arts Museum di San Francisco.

Tra le opere conservate nelle Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli la più importante è “Il Martirio di Sant’Orsola” di Caravaggio. Tale presenza ha motivato, negli anni, un'intensa attività culturale e di ricerca volta all'approfondimento di alcuni temi caravaggeschi. In particolare, l'occasione di questa mostra nasce dalla presenza nella basilica reale pontificia di San Francesco di Paola a Napoli di una copia molto fedele e delle stesse dimensioni dell'originale di uno dei maggiori capolavori di Caravaggio, “La Deposizione nel sepolcro”, in origine nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma e oggi ai Musei Vaticani.

Tali circostanze hanno offerto l'opportunità di ripercorrere la fortuna di questo capolavoro in un momento in cui Merisi, pur non godendo di considerazione da parte della storiografia artistica e della critica, catturava invece l'attenzione dei pittori francesi che in età neoclassica soggiornavano a Roma per un periodo di formazione. Tra questi ha avuto un peso decisivo Jacques-Louis David, nelle cui opere ritroviamo vari richiami a quelle di Caravaggio.

Si tratta di una mostra dossier che, grazie a materiali documentari e al suggestivo confronto ormai consacrato dagli studiosi di David tra “La Deposizione nel sepolcro” e “La morte di Marat”, rievoca questo momento affascinante e meno noto della fortuna di Caravaggio, la cui riscoperta viene generalmente attribuita alla critica (in particolare a Roberto Longhi) e ai pittori del Novecento.

Non essendo possibile esporre i due originali di Caravaggio e David, il confronto avviene tra la copia napoletana della Deposizione – restaurata in questa occasione – e una delle quattro belle repliche, quella conservata a Reims, della Morte di Marat, eseguite dagli allievi del maestro francese nell'atelier e sotto la sua direzione. Esse sono documentate, dopo la sua morte, nello studio di Bruxelles dove si trovava in esilio.

La mostra “David e Caravaggio. La crudeltà della natura, il profumo dell'ideale”, accompagnata da un catalogo edito da Edizioni Gallerie d’Italia, contenente saggi di Pierre Rosenberg, Francesco Leone, Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca, presenta un percorso espositivo arricchito da alcuni capolavori del grande protagonista del Neoclassicismo e da volumi dei primi decenni dell’Ottocento dedicati alle raccolte vaticane, in cui notevole risalto è dato alla Deposizione di Caravaggio.