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Una riflessione politica sul voto in Emilia-Romagna

Scritto da Francesco Pastore Il . Inserito in Il Palazzo

dati ufficiali

La notizia del giorno è quella delle elezioni regionali in Calabria ed in Emilia-Romagna. In Calabria il centro-destra ha vinto le elezioni e i calabresi sono di nuovo caduti nelle mani di quel blocco di potere che aveva governato prima dell’ex governatore Mario Oliverio con risultati indecorosi per la regione. In questo editoriale, però, non parlerò tanto delle elezioni calabresi poiché credo che là abbiano operato fattori particolari e specifici che non riesco bene a decifrare.

È motivo di dispiacere che il centro-sinistra non sia riuscito ad intercettare la voglia di cambiamento che molti calabresi avevano espresso sostenendo le battaglie giudiziarie del giudice Nicola Gratteri. Credo occorra cominciare una riflessione su questo punto e su cosa il centro-sinistra propone al Mezzogiorno per colmare il gap dal resto del paese. Mi sembra che manchi o che sia poco percepita dall’elettorato una elaborazione di politica economica seria su questi temi.
In Emilia-Romagna, si registra una vittoria netta e limpida del governatore uscente Stefano Bonaccini sulla candidata del centro-destra, Lucia Bergonzoni. A nulla è valsa la campagna porta a porta dell’ex ministro degli interni e leader della Lega (Nord), Matteo Salvini.

La Bergonzoni era davvero una pessima candidata, a mio modo di vedere. Si era conosciuta sul piccolo schermo solo nella veste della Crudelia De Mon della Lega (Nord) contro gli immigrati. Lo sguardo quando ascoltava i suoi oppositori a Piazza Pulita era identico: “occhio da felino predator”. Una fredda crudeltà traspariva dai suoi occhi mentre dalla bocca uscivano parole di cattiveria inenarrabile, pari a quelle del suo leader politico: sua Malvagità Matteo Salvini. Durante la campagna elettorale, provava a sorridere, ma ogni volta che la si vedeva venivano in mente gli occhi vitrei, lo sguardo gelido e crudele delle trasmissioni de La 7 in cui abbiamo imparato a conoscerla.

Appena l’ho vista mi sono detto: non ho mai visto un politico con uno sguardo così crudele nella storia repubblicana. Con lei gli immigrati sono sembrati come i dalmati de La Carica dei 101 che Crudelia voleva affogare tutti in mare. Poverini, la gente pensava guardandola. Chissà che le sardine non siano nate ascoltando le sue parole in alcune trasmissioni di Piazza Pulita.

A nulla sono valsi gli show pseudo-televisivi ad uso delle telecamere di tutte le tv e di tutti i media di Salvini. Più lui oscurava la sua candidata, per non far ricordare lo sguardo di Crudelia, più la gente si schierava con Bonaccini poiché aveva paura di fare la fine dei cagnolini della favola di Walt Disney. Anche il papà della Bergonzoni ha avuto un ruolo, credo. Persino il padre aveva paura di Crudelia.
Direi che, dal punto di vista della riflessione politica, per come sono andati anche numericamente, i risultati delle ultime elezioni regionali in Emilia-Romagna ci hanno fornito tre verdetti molto importanti:

1) Salvini ha detto che era contento perché finalmente in Emilia-Romagna c'è stata partita, ma il suo candidato ha perso per distacco (8 punti in meno). Contento lui;
2) Con Renzi segretario PD, il M5S sarebbe ancora al 25%;
3) E quindi non ci sarebbero mai state le sardine e l'Emilia-Romagna sarebbe ora finita in mani fasciste.

Inoltre, in subordine, poiché è una facile previsione, il 4% di Renzi, che già è ben al di sotto delle speranze del leader toscano, si scioglierà come neve al sole nei prossimi mesi man mano che il voto si polarizzerà sempre di più tra centro-sinistra e centro-destra. Le posizioni come la sua e quella anche di Carlo Calenda non possono emergere perché sono contro il principio bipolare che si sta nuovamente affermando nel sistema politico italiano.

Come ho già notato in diversi editoriali precedenti pubblicati su questo magazine, il PD aveva bisogno di posizioni più di sinistra e di opposizione chiara e netta alla Lega (Nord) che lui non era in grado di garantire, e nemmeno Calenda. Entrambi sono “giustificazionisti” dei comportamenti e delle posizioni ultradestra di Salvini, anzi tendono a scimmiottarle e non si rendono conto del danno che ciò rappresentava per la politica del centro-sinistra. La loro tendenza a minimizzare, tendenza che continuano ad avere, facendo l’occhiolino all’elettorato salviniano che non hanno però nessuna speranza di catturare, aveva l’unico effetto di disorientare l’elettorato di centro-sinistra che si disaffezionava nei confronti del partito di riferimento del centro-sinistra. Renzi e Calenda si illudono di prendere i voti del centrodestra che sono tutti quanti polarizzati intorno alla figura di Salvini. Italia Viva e Azione faranno la stessa fine di tutti i partitini centristi che sono nati negli ultimi 20 anni e che sono anche loro scomparsi in poco tempo.

Alle ultime due elezioni politiche, il Movimento 5 Stelle ha avuto successo per lo sgretolarsi dei due poli. Da un lato, la figura di Berlusconi perdeva capacità di attrazione nel centrodestra, ma ancora Salvini non riusciva a polarizzare l'attenzione a favore delle sue posizioni, ritenute troppo estremiste da buona parte del centrodestra. Dall'altro lato, nel centro-sinistra, c'era Renzi che confondeva le acque creando la disaffezione dell'elettorato di centro-sinistra nei confronti del proprio partito di riferimento.

Appena queste due condizioni sono venute meno, si è ritornati al bipolarismo. Mi correggo, più che di sgretolamento, bisognerebbe parlare di snaturamento dei 2 poli, in particolare quello di centro-sinistra che ha smesso di fare il centro-sinistra già a partire dal governo Prodi, anche se poi in modo sempre più forte in seguito. Mi riferisco alla strategia dei due tempi attuata durante il secondo governo di Romani Prodi: prima ridurre il debito e poi aiutare i ceti medi e le classi deboli. Questo ha creato allontanamento dal centro-sinistra culminato con il Renzismo. Con Zingaretti, il centro-sinistra ritorna ai propri temi e ai propri valori di fondo, in ciò aiutato anche dall'estremizzazione delle posizioni di centro-destra da parte di Salvini, favorendo l'allargamento del consenso elettorale del polo di centro-sinistra.

Salvini, con le sue posizioni destrorse, ha da un lato, sgretolato il M5S togliendogli quei voti di destra che il M5S aveva preso a causa della perdita di consensi di Berlusconi. Dall'altro, estremizzando le posizioni di centro-destra ha favorito anche il riemergere del polo di centro-sinistra.

La conditio sine qua non di questo ultimo passaggio era la fine del renzismo. Il renzismo manteneva aperta la strada a sinistra del M5S a coloro che non riuscivano a riconoscersi nel PD renziano. Con Zingaretti, l'identità di centro-sinistra è più chiara e favorisce il rientro del consenso perso in passato.

Va anche detto che il M5S ci ha messo del suo. Non hanno ancora capito che la gente li ha votati per non votare i due poli che si stavano snaturando e non a causa di, ma nonostante tutte le sciocchezze che dicevano. Invece, loro continuano erroneamente a pensare che la gente li abbia votati per le loro insulse battaglie "storiche": no-TAV, giustizialismo, abolizione della prescrizione, e così via sclerando. No, cari Pentastellati, queste battaglie non interessano a nessuno, tranne voi. Non sono queste sciocchezze che fanno crescere il paese e creano occupazione. Prima lo capite e meglio sarà per voi. Con la radicalizzazione del centro-destra e il superamento del renzismo dovete quanto prima fare una scelta di campo per sopravvivere come uno dei partiti nell'ambito di uno dei due poli. L'alternativa è che continuiate a fare le vostre insulse battaglie politiche fino a scomparire definitivamente. Credo che Grillo abbia già capito che questa sarà la conclusione che aspetta il M5S senza una chiara scelta di campo.

Non ascoltate Marco Travaglio su questo. La vostra identità non la cercate in battaglie senza senso che interessano solo a lui. Travaglio è bravo nella pars destruens, ma in fatto di pars construens, mi sembra che ne sappia meno di voi.

Una riflessione anche sui sistemi elettorali e un suggerimento: attenzione a mettere definitivamente da parte il maggioritario. La frammentazione politica di questi ultimi anni non è una reazione al sistema elettorale maggioritario e il riemergere di una vocazione italica a favore dei mille campanili e di mille particulari di guicciardiniana memoria, percepita come connaturata con l’italica cultura e natura. Il tripolarismo ha spiegazioni molto contingenti e specifiche, legate a dinamiche interne ai due poli che sono affatto transitorie, anzi sono già in via di superamento.

Credo che un Mattarellum più equilibrato, con le preferenze nel proporzionale, e un serio sbarramento intorno al 5% sia un sistema migliore di un ritorno al proporzionale che promette di rendere stabile la frammentazione di un quadro politico, dopo le anomalie politiche degli ultimi 5 anni, descritte sopra. Proprio in un momento in cui il quadro politico torna a stabilizzarsi in senso bipolare.