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Preistoria e storia della Campania (prima parte)

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Port'Alba

Grotta delle Felci

I reperti più antichi della regione provengono dall'isola di Capri, dove si raccolsero scheggioni di tecnica clactoniana e levalloisiana e, dal Cilento, dove nella zona di Marina di Camerota venne scoperto un importante deposito con industria acheulana 'in situ' nonché reperti musteriani in grotte costiere.

A Capri la Grotta delle Felci ridiede notevoli prodotti ceramici neolitici. Di notevole interesse i resti provenienti dalla necropoli eneolitica del Gaudo, nonché quelli della cultura appenninica dell'Età del Bronzo che vennero rinvenuti nella Grotta di Pertosa. L'Età del Ferro è presente specie nel salernitano, dove vennero alla luce le importanti necropoli di Sala Consilina e Pontecagnano.

Il nome Campania comparve già in età antichissima (sec. V-VI a.C.) a designare il fertile territorio pianeggiante intorno a Capua (“ager campanus”) bagnato dal mar Tirreno e delimitato dal monte Massico, dal subappennino e dalla Penisola Sorrentina. Nel sec. VIII a.C. Giunsero i coloni greci sulla costa; in seguito gli Etruschi che nel sec.

VI si stabilirono nell'entroterra. Dopo la decisiva sconfitta da questi ultimi subìta a Cuma nel 474 a.C. A opera dei Greci, giunsero i sunniti che assimilarono usi e costumi etruschi. Seguirono i Romani (sec. IV a.C.), la cui pacifica dominazione durò sette secoli e fu raramente turbata: a loro si devono importanti opere pubbliche. Nel 90-89 a.C. fu concessa la  cittadinanza romana. Nell'ordinamento augusteo la 'Campania felix' fu compresa nella prima regione che, col nome di 'Latium Campania', abbracciava anche il Sannio Occidentale, il paese dei Piacentinin e il territorio dal Garigliano al Tevere.