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2019: POPOLAZIONE ITALIANA IN CALO NONOSTANTE GLI IMMIGRATI. AL SUD I DATI PEGGIORI

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Il Palazzo

ISTAT

Nel 2019 la popolazione italiana diminuisce, sale l’età media. Calo demografico al Sud. In Lombardia vive un sesto della popolazione nazionale. La Campania al terzo posto, dal 2014, dietro il Lazio: continua la tendenza negativa. Benevento: la provincia che perde più abitanti e “dove si vive meglio”.

La sfiducia della popolazione si è riversata sulle nascite: gli Italiani sono un popolo, con gli anni, sempre più povero che non fa più figli. Persa la fede e la propositività, si preferisce il matrimonio civile al Comune piuttosto che quello in Chiesa. È quanto emerge dalle rilevazioni Istat del 2019. In Italia vivono poco più di 60 milioni di persone – precisamente, 60.359.546, nel 2015 erano 60.795.612 - con un’età media vicina ai 45 anni. Nel 2002 in Italia vivevano 57 milioni di abitanti e l’età media era di 41,4 anni. L’aumento di popolazione, dovuto in gran parte ai flussi migratori, si è accompagnato ad a un sensibile invecchiamento degli abitanti. I giovani sono sempre meno: dal 2002 ad oggi si conta una diminuzione di 250 mila unità nel target demografico compreso tra zero e quattordici anni; mentre gli over – ossia coloro che hanno superato i sessantacinque anni- sono aumentati di 3 milioni di unità. L’indice di vecchiaia nazionale è passato da 131,4 a 173,1.

Al Sud vivono poco meno di 21 milioni di persone e a differenza del Centro e del Nord Italia, perde abitanti dal 2014. È una tendenza emersa all’indomani della crisi economica del 2011.

La Campania, che fino al 2014 era la seconda regione più popolosa d’Italia dietro la Lombardia, ha perso una posizione a vantaggio del Lazio. Entrambe le Regioni contano poco meno di 6 milioni di abitanti. La differenza tra Lazio e Campania è che, mentre nel Lazio la popolazione è in costante aumento, in Campania i dati dell’anagrafe segnano una tendenza negativa. La regione si spopola lentamente.

In cinquant’anni, dal 1970 ad oggi, Napoli, che conta poco meno di un milione di abitanti, ha perso all’incirca 300mila abitanti; Salerno, vicina ai 130 mila abitanti, ha perso 20 mila abitanti; Benevento che ne conta 58 mila, ne ha persi 5 mila; Avellino, vicina a 53 mila abitanti, ne ha persi 3 mila. Caserta è stabile da un decennio su 75mila abitanti.

Tendenze analoghe si registrano all’interno di tutto il territorio provinciale dell’entroterra che, a differenza di Caserta, Napoli e Salerno, perde sempre più abitanti. Uno spopolamento costante dovuto alla mancanza di prospettive e di crescita lavorativa. Tuttavia, secondo ItaliaOggi e l’Università La Sapienza in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, il Sannio, che è la zona meno popolosa della regione è il territorio della Campania dove si vive meglio. La provincia di Benevento è al 75esimo posto in Italia. Per trovare Napoli si deve scendere fino alla posizione 105.

Inoltre, sempre secondo l’Istat, “la Campania nel 2051 scenderà sotto i cinque milioni di abitanti, e nel 2066 conterà 4.36 milioni di abitanti. L’età media arriverà a 50, 1 anni nel 2066.

È una fotografia. È la realtà. Sono dati che invitano a delle considerazioni.