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Arte della Campania (prima parte)

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Port'Alba

Battistero

La Campania è una delle regioni italiane più ricche di testimonianze archeologiche, che documentano le varie fasi di sviluppo e di civiltà dalla sua preistoria alle colonizzazioni succedutesi dei Greci, degli Etruschi, dei Romani. Il passaggio di queste civiltà è attestato in vari centri, specie quelli che furono sepolti dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. (Ercolano, Pompei), dove meglio si sono conservate le testimonianze.

Le vestigia dell'arte classica sono documentate in numerosi altri centri, quali Paestum, che oltre all'architettura nel 1968 e nel 1972 ha rivelato importanti opere di pittura greca del V e III sec. a.C., Napoli, Capua, Cuma, Stabia, Baia, Nola, ecc. Nell'ambito dell'arte paleocristiana spicca il complesso della “città santa” di Cimitile presso Nola, che comprende quattro basilichette del sec. IV, tra cui quella di S.Felice, absidata con quadriportico, e la “Basilica nova” fondata da Paolino, a tre navate con abside triconca. In pittura, i mosaici del battistero di Soter a Napoli e della volta della Cappella di S.Matrona nella chiesa di S.Prisco a Santa Maria Capua Vetere documentano un'interpretazione provinciale dei motivi classici.

Durante la dominazione longobarda (sec. VII-XI) l'attività edilizia, certo intensa, è però scarsamente documentata. Nel periodo più antico, corrispondente alla fondazione dei monasteri di S.Vincenzo al Volturno e di S. Pietro a Benevento e al rifacimento di Montecassino (sec. VIII), l'edificio superstite più interessante è S.Sofia di Benevento (fondata nel 762), dall'inconsueta pianta stellare.

Per trovare nuove testimonianze architettoniche bisogna arrivare alle tre basiliche di S.Giovanni in Corte, S.Salvatore in Corte e S.Michele in Corte a Capua (sec. X-XI) e in quelli della cripta di S. Vincenzo al Volturno nel Molise (sec. IX), caratterizzati da una grande vivacità di movimento, attestano la presenza di un gusto estraneo alla tradizione locale e vicino alle forme della pittura carolingia. Assai ricca è la fioritura artistica nel periodo compreso tra l'invasione normanna e il regno di Federico II (sec. XI-XIII).

In architettura domina la tradizione basilicale in edifici a tre navate su colonne di spoglio, con atrio e tre absidi semicircolari, il cui prototipo è la chiesa abbaziale di Montecassino (una volta appartenente prima al Regno di Napoli e poi a quello delle Due Sicilie) nel rifacimento dell'abate Desiderio, e da cui dipendono la chiesa del monastero benedettino di S.Angelo in Formis (pure ricostruita da Desiderio, 1073), le cattedrali di Salerno (eretta da Roberto il Guiscardo nel 1076-85), di Sessa Aurunca (1103-1113), di Ravello, di Caserta Vecchia, di Carinola e tutte le maggiori chiese fino al sec. XIII.

All'impianto basilicale e all'esibizione di colonne, portali classici e frammenti antichi si uniscono, soprattutto in un secondo tempo, apporti arabo-normanni di origine sicula, come gli archetti intrecciati e gli archi a ferro di cavallo che si diffondono soprattutto dalla costiera amalfitana (chiostri del Duomo e dei Cappuccini ad Amalfi, di S. Domenico a Salerno e di S.Francesco a Sorrento; cortile di palazzo Rufolo a Ravello).

Da S.Angelo in Formis deriva il modello dei campanili locali, che nel sec. XIII si arricchiscono di terminazioni a torricine cilindriche cupolate di derivazione siciliana come i campanili di Caserta Vecchia, Amalfi, Gaeta (una volta appartenente alla provincia di Caserta).