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“Assassinio a Villa Borghese”, L’Esordio di Walter Veltroni nel Romanzo Giallo.

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Letteratura

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Walter Veltroni, celeberrimo ex sindaco di Roma e fondatore del PD, esordisce nel giallo con un romanzo brillante e ricco di suspense che è anche e soprattutto un’appassionata lettera d’amore alla Capitale ed al più bello dei suoi parchi, ovvero la tanto meravigliosa quanto famosa Villa Borghese, gigantesco polmone verde giusto al centro di Roma, addirittura più grande di Città del Vaticano e poco meno del principato di Monaco.

Tanto maestosa da ospitare musei, teatri, la Casa del Cinema, ludoteche, chiese, finanche uno dei più importanti Bioparchi D’Italia adornato da migliaia di piante da tutto il mondo, di corsi d’acqua e di centinaia di specie animali che quivi decidono di vivere. Insomma, una magnificente isola di verde, affascinante, colta e misteriosa.

In questo sfondo così cinematografico il sindaco in carica di Roma, smuovendo quasi letteralmente mari e monti perché sospinto dal suo sconfinato amore per questa spettacolare area dell’Urbe, riesce persino a far aprire al suo interno un commissariato di PS al quale però i vertici della polizia assegnano uno sparuto gruppo di “magnifici mediocri sette”: soggetti sgraditi che altrove non hanno certo brillato. Viene scelto come loro leader, contestualmente promosso a commissario, il tanto bello quanto sfigato ispettore superiore Giovanni Buonvino, che quindici anni prima è stato condannato alle retrovie da un madornale errore che lo ha marchiato di assoluta incompetenza da quel giorno in poi. «Occhio ai palloni Super Santos» - gli ironizzano addosso continuamente i colleghi - «possono contenere esplosivo».

Pochi giorni dopo l’inaugurazione del commissariato, però, l’estremamente pacifico tran tran viene bruscamente interrotto dalla scoperta di un cadavere orrendamente straziato e mutilato - la vittima è un bambino di appena tre anni, trovato a pezzi nell’immenso polmone verde di piazza di Siena - e di un messaggio lasciato nella cappella del parco, con un macabro ed enigmatico riferimento al popolo Inca. Da quel momento nulla sarà più lo stesso: una lunghissima e truculenta scia di morte, dolore e sangue macchierà indissolubilmente gli immacolati giardini della Villa. Ed ovviamente toccherà al commissario Buonvino ed al suo malassortito e mal equipaggiato gruppetto di “Bastardi dell’Urbe” svolgere il bandolo della matassa e riportare la tranquillità nel cuore verde pulsante della città.

Senza dubbio quest’esordio nel romanzo giallo di Walter Veltroni è un godibilissimo racconto che è soprattutto una tipica lettura da giorni di vacanza, velato del giusto pizzico di nostalgia per un tempo passato che è al contempo recente ma “tristemente remoto”. “Assassinio a Villa Borghese” è dunque un affascinante e scorrevole mix citazionista e cinematografico – edito per Marsilio editore con una copertina che dichiaratamente cita i classici del giallo Mondadori - sapientemente vergato con arguti sprazzi ironici, sofisticati e persino orrorifici - tanto macabri quanto eleganti e raffinati - che richiamano alla memoria sia la commedia americana ed il thriller sia il teatro e la letteratura europea ottocentesca del “Grand Guignol”.

Buona Lettura.

Assassinio a Villa Borghese Veltroni Copertina