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Pompei (prima parte)

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Port'Alba

Pompei foto

I primi abitanti di Pompei pare siano stati di stirpe osca. A essi si aggiunsero in seguito gruppi etruschi, penetrati in questa zona dell'Italia meridionale, ed elementi greci, che vi fondarono fiorenti colonie. Nel secolo V a.C. la Campania fu investita da attacchi delle bellicose popolazioni sannitiche, che scendevano dalle montagne senza incontrare resistenza tenace in questi centri prosperi, ma pacifici.

Anche Pompei si aprì all'infiltrazione sannitica e fece parte da allora della confederazione dei Nucerini, che faceva capo a Nuceria Alfaterna e che comprendeva varie città, tra cui Ercolano e Sorrento. L'egemonia sannitica durò a Pompei fino al 310 a.C. quando, durante la guerra contro i Lucani, i Romani la assalirono facendola entrare nella loro alleanza.

Pompei rimase fedele a Roma anche durante la II guerra punica, ma si unì alla confederazione italica che insorse nel 91 a.C. per ottenere la cittadinanza romana. Assediata da Silla, dovette capitolare e accogliere (80 a.C.) una colonia di veterani romani. Da questo momento la città, che aveva un'impronta decisamente sannitica con lingua osca, cambiò totalmente fisionomia. Ebbe le magistrature proprie delle colonie e la lingua latina finì col prevalere. Le tradizioni locali però rimasero: le iscrizioni indicano una convivenza dei due gruppi.

Gli avanzi di edifici pubblici e case, che si fanno risalire ai decenni precedenti l'eruzione vulcanica del 79 d.C. che la distrusse completamente, documentano una prosperità commerciale e industriale notevole. La città, rimasta sepolta sotto uno strato di lapilli, ha un valore esemplari per le sue condizioni di conservazione e per la ricchezza di documentazione che offre sulla vita e sulla civiltà artistica di una città romana: impianto urbanistico, strade, abitazioni private, edifici pubblici, ville, pitture parietali, arredi, ecc.