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Urbanistica a Napoli. C'è di che annoiarsi!

Scritto da Franco Mariniello Il . Inserito in Succede a Napoli

Non solo una certa “società civile” (troppo ideologicamente mitizzata), ma un’intera élite culturale, economica e politico/amministrativa ha mostrato la corda nella pratica del governo urbano. Questo fallimento mostra la faccia doppia - e indecifrabile ai più - dell’ossessione ideologica e dell’autoreferenzialità, di incapacità di ascolto non solo del dissenso ma di ogni critica costruttiva, sovrapposta a pratiche ambigue di compromissione, velleitarismi fuori misura, pressapochismo e inettitudine amministrativa.

Questa è stata la miscela micidiale che ha condannato la città a un purgatorio di lunghi anni di mortificanti frustrazioni, di incuria e di indifferenza verso il reale quotidiano.

Riconoscere che Napoli è ancora aperta alle possibilità di una sua ripresa, che essa ha ancora un patrimonio umano e materiale da mettere in campo sulla scena nazionale e internazionale, ricchezze che ancora non sono state del tutto dissipate da chi non ha saputo metterle al servizio del miglioramento della qualità della vita di TUTTI i suoi cittadini.

C’è di che occuparsi: una spaventosa emergenza ambientale (manutenzione del territorio, cura dell’ambiente e del paesaggio naturale e urbano), cura e valorizzazione degli spazi pubblici, questione abitativa (un significativo patrimonio pubblico comunale e non), attuazione e adeguamento del PRG alle specifiche dinamiche strutturali ( sociali ed economiche) della città e della sua area metropolitana (C.S. non solo UNESCO, ambiti di trasformazione in centro ed in periferia, mare come risorsa economica, porto/waterfront, vocazione culturale-turistica di Napoli, una visione aggiornata delle potenzialità produttive –agricoltura/energia/high-tech ). Sono tutti terreni problematici di lavoro programmatico riformista, che si stagliano su un diffuso bisogno di onestà , di sobrietà, di legalità e di etica pubblica.

Per passare da un’IDEA di Napoli ad un PROGRAMMA per Napoli c’è bisogno della Politica, cioè di visioni ed analisi del presente fondate non sulla falsa coscienza delle “ideologie” (siano esse quelle nobilmente “conservative” delle nostre anime belle dure e pure, o siano quelle più bassamente e strumentalmente “ innovative” dei più rapaci speculatori nostrani) , ma di analisi e proposte competenti basate piuttosto su fatti problematici e su azioni realistiche , efficaci e appropriate.

Politiche mosse dalla assunzione e dal riconoscimento dei problemi e dei bisogni reali della città intera. Prendiamo la città reale, tra centro, periferie e aree di mezzo : una Città che è storica in tutte le sue parti, anche quelle più dimenticate, ma che racconta storie differenti nelle sue parti differenti : chi le conosce queste storie?, chi le racconta? .Una città che vuole continuare a vivere il proprio tempo storico senza dover rinunciare a un suo futuro, solo perché qualcuno aveva stupidamente (e comodamente) scelto una sorta di auto imbalsamazione .

Per esempio: ma è proprio vero che non possa esservi una realistica, dignitosa e virtuosa terza via tra una sacrosanta “conservazione dell’antico” e una “cementificazione della città ”?

Scartando subito l’immagine e l’idea stessa di qualsivoglia aborrita “cementificazione” , siamo proprio certi che una pur necessaria politica di “conservazione dell’antico”, anche la più scrupolosa e la più estesa, basti da sola a definire, sostanziare ed esaurire in se stessa una IDEA di NAPOLI capace di articolarsi in un PROGRAMMA di politiche amministrative, un programma di buon governo intorno al quale mobilitare e riattivare tutte le energie e le risorse della città?