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Andrà tutto bene, siamo italiani

Scritto da Giuseppe Porcaro Il . Inserito in Vac 'e Press

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Dal 10 Marzo l'Italia intera è in quarantena. Su tutto il territorio nazionale sono applicate restrizioni di movimento - con l'imposizione di spostarsi solo per casi di prima necessità come fare spese mediche e alimentari - e di tipo economico - con la chiusura di tutti gli esercizi commerciali esclusi quelli che forniscono tali servizi essenziali e le imprese che assicurano condizioni di sicurezza adeguate alla crisi sanitaria, quindi minimo un metro di distanza tra le persone.

In Campania inoltre sono aggiunte altre restrizioni. Tutte misure per limitare gli spostamenti e cercare così di limitare i contagi del Covid- 19 di cui sappiamo ancora poco.

È da un po' che la nostra vita a causa del virus ha incominciato a cambiare, ma solo dopo le ultime misure siamo stati costretti a fare dei grandi sacrifici , e forse resi conto più concretamente della gravità della situazione che stiamo affrontando. Il 9 Marzo sera però il Presidente Conte non ha solo annunciato le regole che hanno cambiato il nostro modo di vivere a cui dobbiamo attenerci per superare al più presto la crisi sanitaria. Alla conclusione del suo discorso il premier ha annunciato una frase che ha toccato e tocca molto i cuori degli italiani e dei napoletani << rimaniamo distanti oggi per poterci abbracciare più forte di prima domani>>. Una vera frase strappa lacrime ma anche di speranza in un momento duro come questo per il popolo italiano.

Gli italiani non sono noti per essere uniti ma in situazioni di estremo pericolo mostriamo tutta la nostro identità unitaria, sotto pericolo non esistono più i settentrionali ed i meridionali ma esistono solo gli italiani contro il pericolo rendendo più facile affrontare il nemico - in questo caso il coronavirus . E una delle poche caratteristiche unitarie degli italiani nel mondo è la calorosità e per questo togliere l'abbraccio agli italiani è una cosa dura. Ma nel pericolo i cittadini sanno come combattere il male stando insieme a distanza, cantando e suonando le canzoni e le musiche del popolo per ricordare e far ricordare ciò che ci unisce da dentro. Tutto questo mostra la grande forza interna degli italiani, un famiglia di tanti fratelli e sorelle che spesso litigano ma che alla fine si vogliono bene. Nel periodo di quarantena sono rifiorite vecchie tradizioni e vecchi atteggiamenti di un'epoca lontana, seppur non di molto. Abbiamo riscoperto quel senso di fratellanza e amicizia , vecchi mezzi di intrattenimento ed interazione - un esempio comico quanto vero sono i balconi da cui certe volte prima non ci affacciavano neanche più e da cui in questi giorni non solo ci affacciano ma dialoghiamo e cantiamo e facciamo "nuove" amicizie - , abbiamo riscoperto il valore dei sentimenti, e capito quanto non sia scontato vedere un caro da vicino in poco tempo, che non è scontato abbracciarlo e tenerlo accanto.

Abbiamo scoperto quanto siamo fragili, che l'uomo non è un dio, e quanti passi debba ancora fare il progresso. Abbiamo riscoperto la nostra umanità. E anche la paura. Questo periodo ci sta insegnando molte cose. La bellezza di certe cose vecchie, la consapevolezza che siamo tutti popolo di un unico Paese, senza distinzione tra nord e sud, e sopratutto a tornare ad essere buoni.

Nessun male è infinito e supereremo anche questo, dobbiamo solo rimanere uniti.

Andrà tutto bene.