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Pompei (seconda parte)

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Port'Alba

Tempio di Iside

Gli scavi di Pompei cominciarono nel 1748 sotto Carlo III di Borbone e proseguirono in seguito quasi senza interruzioni. Nella prima metà dell'Ottocento si rimisero in luce i principali edifici pubblici e le mura. Dal 1860, sotto la guida di Giuseppe Fiorelli, si è iniziata l'esplorazione sistematica della città, curando anche il restauro degli edifici.

Particolare impulso hanno avuto gli scavi di Pompei, dopo il 1924, per opera di Amedeo Maiuri, con gli scavi lungo via dell'Abbondanza e la scoperta della Casa del Menandro, della Villa dei Misteri, della metropoli fuori Porta Nocera. Il nucleo più antico di Pompei corrisponde all'area attorno al Foro, nel settore occidentale, caratterizzata da un impianto stradale a scacchiera piuttosto irregolare. In un periodo successivo (forse sec. V a.C.) la città fu ampliata, chiusa da una cerchia di mura e divisa in tre parti da due grandi strade E-W, le attuali via di Nola e via dell'Abbondanza; all'interno di questi settori gli incroci ortogonali delle strade delimitavano isolati luoghi e stretti con il lato corto di 33-35 metri.

Questo impianto di tipo greco si mantenne sostanzialmente inalterato nelle successive fasi sannitica
e romana. La piazza del Foro, lunga e stretta, lastricata e porticata, è circondata dai più importanti edifici pubblici e sacri: la curia, la basilica, il comizio, il 'macellum', il tempio di Giove, il tempio di Apollo, il santuario dei Lari, il cosiddetto edificio di Eumachia, sede della corporazione dei fabbricanti di stoffe. Un altro gruppo di edifici pubblici, sul bordo meridionale della città, comprende la piazza del Foro triangolare, circondata da portici, con al centro un tempio dorico arcaico.

Accanto al Foro triangolare è il complesso dei teatri, quello grande, preceduto da un quadriportico, e quello piccolo, coperto, per le audizioni musicali. Dietro i teatri erano i santuari di Giove Meilichio e di Iside, quest'ultimo con il tempio ottimamente conservato. All'estremità sud-orientale della città sorge l'anfiteatro, il più antico di quelli giunti fino a noi (80 a.C.), privo di sotterranei, con le scale di accesso collegate all'esterno. Completano gli edifici pubblici i tre complessi termali: le terme di Stabia e le terme del Foro, risalenti ai sec. II-I a.C., a cui in età imperiali si aggiunsero le cosiddette terme centrali.