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Pompei (terza parte)

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Port'Alba

A Pompei

La documentazione più viva e completa offerta da Pompei si riferisce alle case private e alle ville suburbane, attraverso le quali è possibile studiare l'abitazione degli antichi in tutte le sue forme e nel suo naturale processo di evoluzione dal tipo della casa italica dei sec. IV-III a.C. fino a quello della casa romana della metà del sec. I d.C.

Dalle case più antiche (Casa del Chirurgo, Casa sannitica) alle più recenti (Casa dei Vettii) si ripete, con varianti, lo schema assiale della 'domus' signorile con atrio, tablino e peristilio fiancheggiati da vari ambienti (cubicula, triclini, bagni, cucine). Pianta più complessa, con maggior sviluppo di giardini, esedre, gallerie e peristili hanno le ville suburbane (Villa di Diomede, dei Misteri) nonché la grande casa-villa di Marco Fabio Rufo. Ricca e vivace è la decorazione delle case; accanto ai pavimenti a mosaico, tra cui quello grandioso con la battaglia di Alessandro, stanno le pareti affrescate con prospetti architettonici, quadri mitologici, fregi di amorini, megalografie di tradizione ellenistica come il famoso ciclo dionisiaco della Villa dei Misteri.

Tra le case più famose vi sono quella del Fauno, del Menandro, delle Nozze d'argento, del Labrinto, dei Vettii. Accanto alle case private si hanno poi i vari edifici della vita quotidiana, dalle osterie ai lupanari, dai mulini alle lavanderie, alle palestre per la gioventù. L'abbondante documentazione epigrafica, spesso dipinta o graffita sulle pareti delle case, permette una ricostruzione della vita quotidiana. Necropoli e monumenti funerari si allineano lungo le vie extra-urbane, accanto alle ville, soprattutto lungo la Via dei Sepolcri, fuori Porta Ercolanese. Gli scavi hanno portato al recupero di numerose opere d'arte, dalle statue in marmo e bronzo derivate da originali greci ('Apollo', 'Artemide', 'Efebo'), alle statue e ritratti di età romana (statua di Livia, ritratti di Cecilio Giocondo, ecc.), al tesoro d'argenteria della Casa del Menandro, ai piccoli bronzi. Da ricordare infine la grande massa di suppellettili domestiche, viva testimonianza della vita quotidiana della città sepolta.

Per saperne di più:

Pompei (prima parte)

Pompei (seconda parte)