fbpx

Vivere stando fermi in casa

Scritto da Mariano D'Antonio Il . Inserito in Vac 'e Press

schermata 7f96.960

Ci sono tutte le ragioni valide per starsene a casa: l'editto delle autorità, quelle locali che sono le più esigenti tanto da indurre i cittadini a supporre che esse siano a caccia di credibilità; quelle nazionali, che hanno recuperato la stima anche degli scettici; la paura del contagio, che trattiene la gente tra le mura domestiche.

Ci sono poi i piccoli episodi, i segnali dei modesti vantaggi che si godono standosene fermi: il primo è il dialogo rinnovato tra moglie e marito; il secondo è riuscire a chiarire equivoci e incomprensioni tra i familiari. Non hanno nulla a che vedere con le vecchie scenette dei separati in casa, recitate dal compianto Riccardo Pazzaglia.

Si notano poi le novità osservate dai balconi. Ad esempio si vedono in giro tanti cani quanti mai se ne erano visti, da quelli al guinzaglio, a volte più di uno, portati a spasso da robusti giovanotti e capite che è nato o si è diffuso il mestiere del dog sitter; al cagnolino da salotto che suscita la vostra invidia perchè almeno lui si può muovere liberamente.

Se poi potete spostarvi a pochi metri da casa, lo farete muniti di un documento che teoricamente dovrebbe consentirvelo. Si tratta di una autodichiarazione con gli estremi della vostra identità, con la quale affermate esplicitamente di non essere in quarantena, di conoscere le limitazioni alla vostra mobilità, di trovarvi in condizioni di necessità di spostarvi. Il tutto in un foglio che avete trovato stampando un documento, foglio che vi porterete in tasca senza dimenticare di esibirlo assieme al vostro attestato di identità ad un eventuale operatore di polizia il quale di solito gira per le strade in coppia con un suo collega.

Gli spostamenti consentiti e limitati non sono poi assolutamente necessari. Ci sono negozi bene attrezzati per raccogliere ordinativi e consegnare la merce in poco tempo, raccolta in buste separate, e se conoscete negozianti e commessi affidatevi pure alla cura dell'igiene e all'onestà dei vostri interlocutori.

I più anziani tra noi ricorderanno ai giovani che a suo tempo, negli anni del dopoguerra, ne abbiamo passato di peggio e l'avvenire non potrà che essere migliore.