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Qualcosa di nuovo

Scritto da Marco Sarracino Il . Inserito in Il Palazzo

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Chi sarà il prossimo presidente dell’assemblea provinciale del PD Napoli? Quali saranno le donne e gli uomini di cui il neo eletto segretario Venanzio Carpentieri si circonderà per dare vita ad un nuovo gruppo dirigente che manca alla comunità dei democratici napoletani da oltre un anno e mezzo?


Recitava una canzone “lo scopriremo solo vivendo”, ed è ormai questo il leitmotiv che ha caratterizzato l’ultima assemblea provinciale di sabato 29 Novembre: candidature che nascono e muoiono nel giro di pochi minuti, delegati all’assemblea del tutto ignari delle motivazioni per le quali erano stati convocati, dibattito assembleare quasi inesistente rappresentato da soli quattro interventi, due dei quali si sono divisi sulle prospettive e l’utilità di avere un coordinamento delle donne democratiche nella nostra provincia, insomma la solita guerra tra poveri!
E se i poveri combattono, i ricchi sicuramente non sono da meno, anzi, la lotta per imporre il proprio candidato a presidente dell’assemblea provinciale nella nuova maggioranza assume toni feroci nel momento in cui viene respinta l’idea di ricandidare l’uscente sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia.
Chi vince? Chi perde? Qualche mese fa denunciavamo il forte rischio che il PD poteva correre, ovvero quello di risultare “cosa” inutile, vittima costante di un ceto politico autoreferenziale che ha perso ogni contatto con la realtà. Se prima si correva solo il rischio, ora ne abbiamo la certezza. A cosa serve oggi il Partito Democratico dunque? A cosa serve il presidente? A cosa serve una segreteria e il suo segretario?
Non serve a nulla se non cambiano le modalità attraverso le quali il PD intende misurarsi con il consenso; non serve a nulla se non ci si pone artefici di un nuovo metodo per la selezione della classe dirigente, non più selezionata in base ad applausometri in tv o nelle nostre autoreferenziali iniziative negli hotel, bensì andando in quei luoghi del conflitto nei quali non siamo minimamente percepiti; non serve a nulla se si ha gruppo consiliare in Regione che ha deciso di non fare opposizione al Governo Caldoro senza discuterne con nessuno; non serve a nulla se non si inizia a declinare in maniera diversa il concetto di “aprire il PD”: ad oggi è significato solo imbarcare istituzionali che un giorno ci votano e l’altro no.
A fine giornata, per dovere di cronaca, vince Elisabetta Gambardella con 145 voti, contro i 108 del candidato della minoranza Luigi Napolitano. Si andrà comunque al ballottaggio per il mancato raggiungimento del numero necessario per vincere al primo turno.
E’ proprio il caso di dire che dopo l’8 Dicembre occorrerà “Qualcosa Di Nuovo”, ma questa volta per davvero.