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Crediti alle imprese. Alcuni interrogativi.

Scritto da Mario Bartiromo Il . Inserito in Vac 'e Press

Conte credito

La decisione del Governo di istituire la garanzia dello Stato per 400 miliardi sui finanziamenti alle imprese di qualsiasi tipo è positiva. L’impianto degli interventi, che pur presentano dei problemi soprattutto al Sud, dovrebbe reggere.


Meno positiva è il compromesso raggiunto nel Governo sul ruolo della Sace, preposta alla prestazione delle garanzie per i finanziamenti superiori a 800 mila euro, il rapporto di questa Sace con la CDP (da cui è partecipata al 100%), con il Ministro degli Esteri e con quello del Tesoro, ognuno dei quali si ritaglia una fetta di competenza.

Nel provvedimento governativo, in effetti, diventa prioritario il problema del modo in cui il meccanismo deliberato viene attuato. Sorge il problema della valutazione del merito di credito. E’ da ritenere che per i prestiti superiori a 25.000 euro, che beneficiano di una sorta di automatismo nell’erogazione e nella garanzia, la banca esaminerà l’accoglibilità della richiesta secondo i criteri della sana e prudente gestione.

Allora sorge l’interrogativo su tempi, condizioni e vincoli dell’esame della pratica. Non si tratta insomma di un mero servizio di cassa in nome e per conto dello Stato. Allora quali sono le possibilità per definire a priori il tipo di procedura da seguire e i termini da osservare?

Come si combina l’autonomia imprenditoriale del banchiere con la straordinarietà dell’intervento pubblico attraverso la figura dello Stato-garante? Che succede per quelle imprese che chiedono di essere ammesse ai finanziamenti ma siano già titolari di crediti deteriorati o siano esposte per sconfinamenti della linea di credito? (questa è la situazione prevalente nel Mezzogiorno).

E nel caso di escussione della garanzia per il mancato rimborso dei prestiti quali saranno tempi e procedure? E, prima ancora, quali termini per decidere l’ammissione alla garanzia? E quali gli oneri complessivi dei finanziamenti?
Sono interrogativi a cui dare risposte poiché si gioca il successo dell’innovazione del procedimento governativo soprattutto sul piano realizzativo affinchè non prevalgano confusione e burocratismi.