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L’8 Dicembre ai seggi per “cambiare verso”

Scritto da Valerio Di Pietro Il . Inserito in A gamba tesa

di pietro otto dicembre

L'otto dicembre ci saranno le primarie per eleggere il segretario del Partito Democratico. L'appuntamento è di quelli importanti: si dovrà scegliere la linea da seguire nei rapporti con il governo Letta, si individueranno le linee programmatiche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e, cosa più importante, il futuro segretario dovrà compiere un'opera di rilancio dell'azione del partito e di recupero del suo rapporto con gli elettori.

Indubbiamente, in questi anni, il Pd non ha eccelso per la forza della sua proposta politica, troppo spesso il partito che puntava a dare rappresentanza a milioni di elettori si è lasciato prendere da beghe interne, consentendo ad una classe dirigente distante dal Paese di conservare le sue rendite di posizione.
Questa occasione non va sprecata: nonostante i tanti limiti, infatti, il Pd è l'unico partito che lascia ai suoi elettori la possibilità di scegliere, e sarebbe un peccato non coglierla. Una partecipazione di massa porterebbe vigore ed entusiasmo nel PD, andrebbe a recuperare lo spirito originario del partito e la sua vocazione maggioritaria. I tre sfidanti rappresentano idee molto diverse tra loro, ma tutti e tre stanno cercando di offrire una proposta di partito che possa rilanciare il progetto riformista per gli anni a venire. Personalmente, alle scorse primarie per individuare il candidato alla Presidenza del Consiglio, scelsi Bersani. Feci questa scelta per paura di un cambiamento repentino: un cambiamento nella linea programmatica, un cambiamento degli equilibri interni di partito, tutti motivi che mi spinsero a preferire la linea di "moderato cambiamento" espressa dall'allora segretario.
Oggi credo però che quel cambiamento vada attuato fino in fondo, è per questo che guardo con favore alla candidatura di Matteo Renzi a segretario nazionale: la guardo con favore perché credo che, da segretario del partito, Renzi possa recuperare i principi del "Lingotto", su cui questo partito è nato, la guardo con favore perché penso che questo partito abbia la necessità di declinarsi in chiave moderna, aprirsi a nuovi mondi, snellirsi negli organismi e nei modi di fare, lo guardo con favore perché Matteo ha un idea di un partito che prima di chiedere sacrifici dà il buon esempio. Votare Matteo Renzi oggi, significa cominciare a battere l’antico limite della sinistra: vincere le elezioni. Le nostre mancate vittorie, infatti, sono spesso riconducibili alla paura di abbandonare la presunta superiorità della sinistra. Quest’ultima deve avere il coraggio di stare al passo con i tempi e oggi per rappresentare i più deboli è necessario un cambiamento radicale. L'otto dicembre gli elettori del centro-sinistra hanno un appuntamento con la storia: solo chi vi parteciperà potrà essere protagonista del cambiamento. Buone primarie a tutti.