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Fase 2: il silenzio assenso, l'autocertificazione e le riaperture in deroga

Scritto da Paolo Catanzariti Il . Inserito in Vac 'e Press

gioco 3 carte

Per 80.000 aziende la fase 2 è già iniziata, attraverso il meccanismo del silenzio assenso, dell'autocertificazione e delle aperture in deroga.
Dal 4 maggio al via la fase 2 in Italia. 4 milioni e mezzo circa di cittadini tornano a lavoro. Vengono allentate le pesanti misure restrittive di lockdown previste.


Per 80.000 aziende però, concentrate soprattutto al Nord e nelle Regioni più colpite dalla pandemia, la fase 2 è già iniziata molto prima. A quanto pare non tutte le imprese che hanno prematuramente aperto o che non hanno mai chiuso i battenti rientravano davvero quali settori che il Governo aveva ritenuto "indispensabili" negli ultimi decreti. Ma le istituzioni, in parecchi casi, hanno purtroppo preferito concentrare i controlli sugli individui, piuttosto che vigilare seriamente sulle condizioni autocertificate di tante grandi imprese.

Negli ultimi due mesi, durante le misure di lockdown previste è anche spesso purtroppo aumentato lo sfruttamento dei lavoratori da parte di molte imprese, non sempre nel pieno rispetto della legge. In tante grandi imprese infatti è stato attuato in modo piratesco e criminoso il meccanismo del cosiddetto silenzio assenso, con cui le misure di lockdown sono state di fatto agilmente aggirate, per tutte le "attività funzionali alle filiere essenziali".

In base al decreto del Governo infatti per consentire la ripresa di tante aziende è bastato il silenzio assenso della Pubblica Autorità. Ovviamente in una grave situazione d’emergenza come quella vissuta, non tutte le Prefetture sono riuscite a star dietro alle migliaia di richieste.

Come funziona il silenzio assenso? Senza alcuna esplicita risposta negativa da parte delle Autorità vale la regola del silenzio-assenso, ovvero il silenzio vale come assenso, se non è espressamente vietato è consentito.

Le attività che dunque hanno ritenuto di fornire beni o servizi attinenti alle attività consentite potevano comunicare con una semplice autocertificazione la propria intenzione di riprendere al Prefetto. Se, in seguito alla richiesta non arrivava un espresso rifiuto o un atto di sospensione le attività sono state legittimate ad andare avanti. Queste le norme amministrative decise dal Governo.

Tante grandi imprese, in tal modo, attraverso il meccanismo dell'autocertificazione alla Prefettura e del silenzio assenso della Pubblica Amministrazione, hanno potuto continuare la loro attività indisturbate, a discapito della salute pubblica e dei loro stessi lavoratori.

Le istituzioni in parecchi casi hanno purtroppo preferito concentrare i controlli sugli individui, rendendo nemico numero uno, anche nei confronti dell'opinione pubblica, condotte spesso innocue di singoli cittadini, piuttosto che vigilare seriamente sulle condizioni autocertificate di tante imprese, soprattutto al Nord e nelle zone focolaio di contagio, riaperte in deroga a quanto previsto dai provvedimenti governativi.

Una graduale e progressiva riapertura di tutte le attività sarà indispensabile. Va però pensata e programmata seriamente. Il rispetto delle condizioni di sicurezza su tutti i posti di lavoro che riapriranno i battenti sarà il presupposto fondamentale per garantire una sana ripresa.