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Il debito di Napoli città: come ne usciremo?

Scritto da Mariano D'Antonio Il . Inserito in Vac 'e Press

piazza municipio

Sarà difficile sostenere che il debito accumulato dalla città di Napoli negli anni (più di quaranta anni dal secolo scorso ad oggi) è un debito ingiusto, privo di ogni fondamento giuridico, addirittura privo di responsabilità politica. Chi sarà in grado di sostenere questa tesi, a parte alcuni studiosi isolati e naturalmente gli amministratori di Palazzo San Giacomo?

Per quanto malfermo sia l'attuale governo Conte (che però regge e fino a prova contraria è insostituibile); per quanto i cittadini siano stati finora in parte sedotti dall'idea che Napoli è una città vittima di una grande congiura; per quanto qualche politico napoletano sia paladino del vittimismo di massa improvvisato della popolazione; per quanto tutto ciò accada, a conclusione di dieci anni di gestione del sindaco de Magistris a Palazzo San Giacomo si dovranno tirare i fili e affrontare il problema: come usciremo dal debito del Comune di Napoli?

Lasciamo da parte la questione delle responsabilità personali degli amministratori (se ci saranno, saranno affrontate), si possono prevedere alcuni possibili scenari.

Il primo scenario è la nomina probabile di un commissario prefettizio affiancato da più vice commissari per la gestione straordinaria del bilancio del Comune. Ciò vorrebbe dire che qualunque sia la data e il risultato delle elezioni municipali, i consiglieri eletti e la nuova giunta non avranno alcun potere sulla gestione del bilancio. Occuperanno il loro tempo per discutere e decidere sui grandi problemi (il futuro di Napoli, le questioni più scottanti come il personale, l'efficienza dei servizi erogati ai cittadini e così via) ma senza decidere come spendere neppure un euro.

La gestione commissariale non durerà pochi mesi (6 oppure 12 mesi quanti di solito accade) perchè i problemi finanziari da affrontare saranno molti e complessi e chiameranno in campo gli indirizzi del governo nazionale in carica a quell'epoca.

Se così stanno le cose, parlare oggi del debito ingiusto caricato sul Comune di Napoli appare come una evasione dai problemi, una bufala, come si dice, montata per avere un pretesto che sollevi un improbabile movimento di popolo. Tanti anni fa ci provò un povero commerciante di pesce, Masaniello, e sappiamo come la storia andò a finire.