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A me piacciono i manifesti

Scritto da Donato Lettieri Il . Inserito in A gamba tesa

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Confesso sono uno di quelli cui piacciono ancora i manifesti. Napoli brulica  di manifesti che invitano a partecipare a convegni sindacali, eventi politici manifestazioni e convegni a tutela di questa o di quella categoria di lavoratori o professionale o di gruppi di vario genere.  Il bello è che più ci sia avvicina alla stazione o al porto e più i manifesti aumentano, si sovrappongono, si scoloriscono boh! sarà la vicinanza alle sedi sindacali.

Poi in prossimità di eventi nazionali, congressi, scioperi, assemblee i manifesti si accavallano e diventano sempre di più colorati. Si confesso a volte mi perdo tra i manifesti, i colori, le sigle, gli obiettivi, e mi chiedo a chi parlano ? Poi una mattina presto andando di corsa intravedo uno strano manifesto senza colori e senza sigle che spiccava tra gli altri di questo o quel sindacato di questo o quel partito. Mi fermo e a caratteri cubitali leggo un appello in bianco e nero, di 40 giovani con famiglia e figli che avevano appena perso il lavoro in uno sfavillante centro commerciale di tecnologia del cuore cittadino. Guardo in fondo al manifesto e stupito non trovo sigle né padri. A questo punto mi chiedo chi sono, da dove vengono, chi li guida? Non ho una risposta che sto ancora cercando, ma una speranza. Quel manifesto aveva tante firme di tantissimi giovani e mi domando non sarà l’inizio di nuove istanze giovanili sul tema del lavoro, e più in generale dell’acceso al futuro ? E mi chiedo dove sono gli altri, dove siamo noi rispetto a chi senza sigle e senza padri pone a caratteri cubitali il tema dell’accesso ad una classe dirigente, che oggi rinnovata e giovane non può più nascondersi. A me piacciono i manifesti e soprattutto i giovani che provano veramente a cambiare le cose senza alibi e nel rispetto di tutti.