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De Luca: “Le scuole? Nelle condizioni attuali non è possibile riaprire”

Scritto da Paolo Catanzariti Il . Inserito in Il Palazzo

scuola

A meno di due settimane dal ritorno in classe, mentre il Comitato tecnico scientifico definisce “necessario” il rientro in aula, il governatore della Campania Vincenzo De Luca frena: "Riaprire la scuola così non è possibile. Nelle condizioni attuali è impensabile far ripartire le lezioni, non so quello che saranno in grado di fare nelle prossime due settimane, ma avremo scelte complicate da fare."

 


Intanto la ministra dell’Istruzione Azzolina, contro la quale la Lega ha annunciato una mozione di sfiducia, si è limitata a confermare che la data indicata a livello nazionale per la riapertura resta il 14 settembre. Il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, Agostino Miozzo, in audizione alla Camera, ha ribadito che riaprire la scuola è una «necessità assoluta» ed anche il PD, attraverso la voce del segretario Nicola Zingaretti, dichiara con fermezza : «Questo governo deve avere l’ossessione della scuola senza se e senza ma – ha avvisato – il 14 si deve riaprire e su questo il Pd darà battaglia perché non può esserci alcuna scusa».

La Conferenza delle Regioni ha dato il via libera alle “Indicazioni operative per la gestione dei casi e focolai nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”. Con una raccomandazione: lasciare che ogni scuola definisca autonomamente l’eventuale riattivazione della didattica a distanza in caso di nuovi focolai e contagi.
In attesa di capire come ci entreranno bambini e ragazzi, in alcuni istituti arrivano i nuovi banchi monoposto. Non a caso le prime consegne sono avvenute nei giorni scorsi a Codogno, Nembro e Alzano Lombardo. Quanto all’uso dei termoscanner all’ingresso delle scuole, il Comitato tecnico scientifico, seppur non contrario, ha sottolineato le difficoltà tecniche, poichè per ogni misurazione ci vogliono in media 80 secondi che, moltiplicati per centinaia di studenti, finirebbero col bloccare l’ingresso a scuola.

De Luca non è il solo a pensare che nelle condizioni attuali non è possibile riaprire. Nei giorni scorsi è stata pubblicata una lettera aperta dell'anci regionale della Campania, dove i sindaci campani hanno chiesto al governatore di rinviare la riapertura delle scuole a giovedì 24 settembre, cioè almeno dopo la tornata elettorale per le elezioni regionali e per il referendum sul taglio dei parlamentari.

Si legge nella lettera dell'anci Campania: “Tutti stanno facendo la loro parte per consentire un’apertura ordinata e in sicurezza. Come è noto, tuttavia, le problematiche del distanziamento e ancor più della sanificazione, della mancanza di banchi monoposto e dei test sierologici per i docenti e il personale scolastico, rappresentano alcune delle principali incertezze“. Secondo i sindaci della Campania non ha senso interrompere le lezioni dopo meno di una settimana, “senza contare il raddoppio delle spese di sanificazione e igienizzazione dei locali scolastici, che graveranno prevalentemente sui bilanci comunali”. Da qui la richiesta della “quasi totalità dei sindaci” di un “breve slittamento dell’apertura scolastica a giovedì 24 settembre”. I sindaci, si legge sempre nel comunicato anci, ritengono che sia “un’idea giusta” e “sulla quale c’era già una favorevole condivisione da parte della stessa Regione Campania”. Una scelta analoga è stata già adottata da Sardegna, Puglia e Calabria.

Insomma, sarà il tema della riapertura delle scuole a tenere banco nei prossimi giorni. Saranno certamente giorni di grande fibrillazione, anche per i problemi legati al trasporto e al distanziamento nelle classi. In pochi si sono spinti finora ad annunciare che, visto il quadro epidemiologico e le norme in via definizione, il ritorno degli studenti in classe quasi sicuramente potrebbe slittare, De Luca è stato fra i pochi a rompere gli indugi avvertendo che, ad oggi, “non è possibile aprire”.