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“L’Odissea” come non l’avete mai letta: Marilù Oliva racconta il poema epico con la voce delle donne

Scritto da Vittoria Ziviello Il . Inserito in Letteratura

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<< L’Odissea non è la storia del viaggio di un uomo: è la storia d’amore di molte donne>>. Così scrive Marilù Oliva, scrittrice, saggista e docente di lettere, autrice de “L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre”. E in effetti, il viaggio dell’eroe poliedrico Odisseo, è stato profondamente influenzato dalle figure femminili che sono entrate in contatto con lui, guidandolo, consigliandolo e amandolo, ciascuna a proprio modo.


La prima donna che fornisce il suo punto di vista nell’opera è proprio la dea Calipso, che è riuscita a tenere legato a sé Odisseo per ben sette anni sull’isola di Ogigia, impedendo all’eroe di riprendere il suo viaggio verso Itaca. La dea deve però lasciarlo andare, su ordine di Zeus, e nonostante il forte legame con l’unico uomo che sia mai riuscita ad amare, Calipso aiuta Odisseo a riprendere il “nòstos” verso Itaca.

Le avventure dell’eroe molteplice continuano attraverso i racconti della dea Atena, da sempre sua protettrice, che, con il suo sguardo onnisciente e onnipresente, non presta il suo aiuto al solo Odisseo, ma si cura anche del figlio Telemaco che in patria è costretto , fin da giovanissimo, a confrontarsi con i Proci che vogliono usurpare il suo trono.
Altra voce femminile, stavolta più acerba e ingenua delle altre, è quella della principessa dei Feaci, Nausicaa. Ella si innamora dell’eroe appena lo vede naufrago sulla sua spiaggia e lo presenta alla famiglia che lo accoglie a corte come ospite. Qui Odisseo racconta delle innumerevoli sventure di cui sono stati protagonisti lui ed i suoi compagni, e chiede l’aiuto del Re dei Feaci per fare ritorno ad Itaca con l’aiuto di alcuni suoi uomini.

Ancora un’altra donna sovrannaturale incontrerà Odisseo sul suo cammino, ed è Circe, l’incantatrice. Non sopporta gli uomini ingordi e prepotenti e crede che siano tutti uguali, finchè non incontra l’eroe molteplice. I preziosi consigli di Circe saranno di fondamentale importanza per scampare alle feroci sirene e ai mostri Scilla e Cariddi.
A chiudere la narrazione vi sono le due voci delle donne che attendono Odisseo in patria; c’è la vecchia nutrice Euriclea, che attende speranzosa il ritorno del suo padrone e , naturalmente, c’è Penelope, moglie di Odisseo, che è la donna che ha sofferto più di tutte.
L’autrice è riuscita a rendere un grande classico come l’Odissea ancora una volta immortale, raccontandolo con la voce del cuore.