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Benedetto Croce (prima parte)

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Port'Alba

Croce

Filosofo, storico e critico (Pescasseroli 1866-Napoli 1952). Compì i primi studi a Napoli in un collegio di barnabiti e a 17 anni, avendo perduto i genitori e la sorella, fu accolto dal cugino Silvio Spaventa nella sua casa di Roma, dove s'iscrisse, senza troppo entusiasmo, alla facoltà di giurisprudenza.

Preferì frequentare le lezioni di morale di Antonio Labriola e quindi dedicarsi, ritornato a Napoli, alla ricerca erudita. Alla lettura della 'Scienza Nuova' del Vico si deve la nascita del suo primo interesse autenticamente filosofico, che lo indusse ad affrontare il problema dei rapporti tra arte e storia ('La storia ridotta sotto il concetto generale dell'arte', 1893) e quindi lo studio del pensiero marxista ('Materialismo storico ed economico marxista', 1900).

Negli ultimi anni del secolo entrò in stretta amicizia con Giovanni Gentile, che collaborò per un ventennio alla rivista 'La critica', fondata nel 1903 e insieme a lui diresse la collana 'I classici della filosofia moderna', stampati da Laterza. Divergenze prima filosofiche, quindi politiche, raffreddarono l'amicizia, che terminò nel 1924 con una rottura completa. Nominato senatore nel 1910, partecipò al govderno nel 1920-21 come ministro della Pubblica Istruzione.

All'avvento del fascismo assunse un atteggiamento di prudente e moderato consenso, che si mutò in esplicita opposizione in occasione del delitto Matteotti, in seguito al quale Croce si allontanò dalla vita politica attiva. Solo alla fine della guerra riprese per qualche anno l'attività politica, dedicandosi alla ricostruzione del Partito Liberale. Fu ministro e membro della Costituente, ma nel 1948 si dedicò di nuovo agli studi, che proseguì fino alla morte.

LA FILOSOFIA DELLO SPIRITO Lo stesso Croce definì il proprio sistema 'filosofia dello spirito', intendendo per spirito tutta la realtà che viene posta e si sviluppa in quattro forme distinte di attività: la conoscenza dell'individuale nell'intuizione (arte) e la conoscenza dell'universale nel concetto (pensiero), che sono le due forme dell'attività teoretica o conoscitiva; la volizione del particolare (economia) e la volizione dell'universale (etica), che sono le due forme dell'attività pratica. Il sistema è compiutamente esposto nei tre libri 'Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale (1902), Lineamenti di una logica come scienza del concetto puro (1909) e Filosofia della pratica. Economica ed etica (1909)'.