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Le Associazioni si stringono ai lavoratori in difficoltà

Scritto da Maddalena Maria Sorbino Il . Inserito in Il Palazzo

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Mercoledì 28 ottobre alle 11.30 i gestori dei Pubblici hanno occupato le piazze di 10 città.

L’iniziativa è stata organizzata da Fipe – Confcommercio per rievocare il valore economico e sociale del settore e chiedere alla politica un aiuto per non morire.

Gli ultimi provvedimenti, presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19, stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi.

Non soltanto i ristoranti, svuotati dall’effetto psicologico negativo determinato dall’impennata di nuovi casi, ma anche i bar, i locali di intrattenimento e le imprese di catering e banqueting, impossibilitati a lavorare a causa delle restrizioni sugli orari di apertura e sui partecipanti a eventi e

L’obiettivo principale è stato quello di ricordare, quindi, i valori economici e sociali della categoria, che occupa oltre un milione e duecentomila addetti e chiedere alla politica di intervenire in maniera decisa e concreta per salvaguardare un tessuto di 340mila imprese che prima del Covid19, nel nostro paese generava un fatturato di oltre 90 miliardi di euro ogni anno.

“Chiediamo alla politica scelte più mirate, di sostegno ai settori maggiormente in crisi come quello della ristorazione e dell’intrattenimento, non possiamo lasciare gli imprenditori e i lavoratori da soli di fronte a questo momento drammatico per la categoria. Ma la cosa più drammatica è che così facendo si chiuderanno anche le città con meno luci, meno insegne, meno socialità e meno qualità della vita. Dobbiamo fare presto, servono risposte concrete e servono subito”.

Alle prese con l’emergenza, anche le Associazioni Casartigiani, Claai, Confartigianato ed Unimpresa esprimono la piena disponibilità ad affrontare l’incredibile situazione ed a contribuire alla sua gestione, chiedendo agli Organi di Governo, nazionale e regionale, di rivedere quanto decretato, ed invitano i rispettivi rappresentanti a mettere in campo tutte le necessarie azioni a salvaguardia dell’economia e ad un immediato intervento socio-economico, chiaro e diretto.

Un intervento in grado di salvaguardare la vita delle famiglie e di tutti i cittadini, tutelando allo stesso tempo la prosecuzione delle attività di micro, piccole e medie imprese oltre che di tutta l’occupazione. Un intervento che seppure prevedesse decisioni estreme come quelle già vissute all’inizio della pandemia garantisca ristoro vero e capacità di ripresa a lungo termine.