fbpx

La falce del Covid colpisce gli esami di abilitazione

Scritto da Anna Laura Zamprotta Il . Inserito in Il Palazzo

universita regole

Un tema caldo di queste ultime settimane è costituito dagli esami di abilitazione professionale. A seguito della pandemia e dell’istituzione di regioni “zona rossa” è stato ritenuto opportuno riorganizzare tutto il quadro degli esami per i diversi percorsi professionali.

La situazione è abbastanza confusa date le diverse norme tra Decreto Ristori bis e i vari DPCM che si sono andati via via a stratificare creando non pochi dubbi e incertezze negli aspiranti candidati.

Coloro che dovranno sostenere gli esami sono stati suddivisi in tre fasce:
- Orale a distanza;
- Orale in presenza ridotta, con candidato e presidente in presenza;
- Prova scritta rinviata.

Per chi sosterrà solo la prova orale questa si svolgerà da remoto e sarà l’unica prova dell’esame. 16 sono le categorie professionali che sosterranno l’esame in questa modalità.

6 invece sono le categorie, in cui ritroviamo anche gli aspiranti avvocati e notai che, dovendo sostenere sia scritto che orale obbligatoriamente, si sono visti rinviare gli esami a data da destinarsi.
Questo ha creato non poco malcontento perché tra i ritardi e la pandemia si rischia il blocco di accesso alla professione per circa due anni.

Inutili le richieste al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, di eliminare la prova scritta per gli esami di abilitazione di avvocato e notaio di sostituirle con un’unica prova orale.