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Il ribaltamento del mito: Medusa e la testa di Perseo

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Linea di Confine

medusa luciano garbati

Durante il mese di Ottobre è nato un dibattito culturale dal fermento femminista attorno alla realizzazione di una statua che mette in discussione non solo la forza femminile ma anche la storia della mitologia. Si tratta di un’opera che vede protagonista Medusa ribaltando la rappresentazione, più celebre, del Perseo che la sconfigge mozzandole la testa.

L'arte contemporanea dell’artista italo-argentino Luciano Garbati rielabora la statua della Loggia dei Lanzi a Firenze ponendo la figura di Medusa in posizione di rivincita. In questo caso è Medusa vittoriosa che tiene nella mano destra la testa recisa del figlio di Zeus.
Ad accompagnare lo stupore che ne deriva è la forza emblematica che questo segno riesce ad imprimere nel fruitore. Lo scopo della statua, esposta di fronte alla Corte Suprema di New York, ha rappresentato un simbolo di vittoria contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein, condannato a 23 anni di carcere per abusi sessuali.
Il ribaltamento del mito consiste nel fatto che, secondo la tradizione, Medusa, bellissima ancella di Atena, viene costretta da Poseidone a giacere con lui proprio nel tempio di Atena e quindi viene trasformata in mostro proprio dalla dea che serviva.
Atena, furiosa per la profanazione del tempio stesso, trasformò Medusa in una creatura mitologica i cui capelli trasformati in serpenti pietrificavano chiunque la guardasse. L’artista italo-argentino, ribalta la storia secondo cui Perseo la uccise usando la sua testa contro i propri nemici.
La statua rappresenta tecnicamente il ribaltamento della statua fiorentina e riveste un forte simbolismo spingendo chi la guarda a vedere l’opera d’arte come una rivincita femminile e come un messaggio contro la violenza di genere. Non è un caso, infatti, che la statua realizzata nel 2008 era già nota tra gli appassionati di arte contemporanea.
Nonostante ciò l’opera d’arte ha suscitato un crescente dibattito attorno a ciò che la statua ha rappresentato per il movimento #metoo. Apprezzata da molti, alcuni la reputano però un simbolo eccessivo di vendetta più che di appianamento tra le differenze di genere e gli stereotipi sessisti.