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L’arte a Napoli sfida il Covid-19

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

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A Napoli l’arte e la creatività sono da sempre motori di innovazione e sviluppo, spesso nati in risposta alle criticità di momenti storici particolari. Dal prossimo 17, 18 e 19 Dicembre 2020 e dalle ore 11.00 alle ore 19.00, sarà possibile partecipare all’iniziativa CONTEMPORANEAMENTE, un appuntamento con l’Arte Contemporanea.

L’evento si basa sull’apertura collettiva di circa 30 spazi per l’arte contemporanea che si presentano al pubblico allo scopo di celebrare la cultura contemporanea del territorio campano.

Questa iniziativa rappresenta un monito di coesione sociale che mira ad avvicinare le diverse sfaccettature della popolazione per mezzo dell’arte. L’arte rappresenta uno strumento universale che non fa alcun tipo di distinzione o discriminazione, ma mira ad arrivare all’animo delle persone al fine di suscitare in esso delle emozioni.

Questa iniziativa sottolinea la volontà di ravvivare la vivacità della città migliorando l’offerta culturale campane mediante il supporto delle principali istituzioni locali. Queste ultime hanno deciso di difendere l’iniziativa nonostante la chiusura temporanea imposta loro in qualità di Musei e Fondazioni (Museo Madre, Fondazione Made in Cloister, Fondazione Morra, Fondazione Morra Greco, Fondazione Plart).

Tale occasione ha consentito inoltre alla Galleria Andrea Ingenito la possibilità di rappresentare la mostra “dieciperdieci, Warhol ad Abbamondi”, in cui saranno presentati i lavori non solo degli artisti citati nel titolo dell’evento ma anche di Alighero Boetti, Mario Schifano, Renato Guttuso, Giosetta Fioroni, Franco Angeli, Lello Masucci, Tano Festa e Giuseppe Amadio.

L’evento inoltre è stato sostenuto anche da Flip Project, Magazzini Fotografici e Tarsia al fine di attendere la ripresa delle proprie attività, bloccatesi a causa delle forme preventive cautelari dettate dall’emergenza sanitaria mondiale.

L’arte diventa quindi un’azione che incide sulle politiche culturali della città offrendo una nuova possibilità a tutti quei progetti sono stati interrotti dall’avvento della pandemia. Al contempo, lo strumento artistico è diventato mezzo di unione tra le diverse iniziative che attraverso la propria coesione hanno avuto la possibilità di rilanciare nuovi spazi.

L’arte quindi si pone ancora una volta come strumento salvifico per la mente di coloro che decidono di accoglierla passeggiando per la città. Aggiungerei che non è più quindi la bellezza, ma l’arte che salverà il mondo (o almeno lo si spera).