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ANN VERONICA JANSSENS, la mostra

Scritto da Matteo Zapelli Il . Inserito in Mostre

ANN VERONICA JANSSENS 1

Dal 14 Dicembre 2020 al 27 Febbraio 2021 Ann Veronica Janssens torna ad esporre nella Galleria Alfonso Artiaco per la sua quarta personale (le precedenti nel 2012, 2015 e 2016). L'obiettivo principale di Ann Veronica Janssens è indagare la percezione della realtà smaterializzandola attraverso vari mezzi, principalmente la luce.

Ann Veronica Janssens è nata a Folkestone (UK) nel 1956. Ha studiato all'École de la Cambre a Bruxelles e vive e lavora a Bruxelles. Dalla fine degli anni '80, Janssens ha sviluppato una pratica artistica basata su fenomeni ottici naturali di luce e colore. L'artista sperimenta sempre i tratti distintivi di materiali scelti con cura (vetro, specchi, alluminio, nebbia artificiale), forme e luce, facendoli interagire con la nostra percezione della realtà, per creare un vocabolario ricorrente di motivi minimalisti e bellissimi colori.

Il suo uso consapevole della luce è guidato dal desiderio di mostrare la realtà in un modo diverso e insolito. Non cerca di cogliere l'impalpabile ma sceglie invece di sperimentarne le molteplici forme ed espressioni. Per lei l'arte non consiste in un oggetto in sé ma nell'esperienza che l'oggetto è in grado di attivare nel suo spettatore. La scultura diventa un luogo di percezione. Di conseguenza, gli strumenti e la tavolozza delle sue opere sono in costante cambiamento: dipendono dalla sensazione e dall'esperienza colta da ciascun fruitore. In questo modo, la scultura non è l'oggetto della percezione, è la percezione che diventa scultura. Ann Veronica Janssens cerca di aumentare la nostra consapevolezza di questi fenomeni sensoriali fugaci, ma il viaggio è sempre imprevedibile ed estremamente personale.

La mostra è concepita con opere nuove e precedenti che dialogano tra loro, la maggior parte di esse, ma non tutte, sono realizzate in vetro. Ad esempio, una serie di foto, 5 Lines of Pink in the Air, Randomly, 2020 mostra linee rosa composte da nuvole di vapore acqueo, sottoprodotto artificiale dello spostamento degli aeroplani nel cielo, che riflettono la luce del sole al tramonto nella distesa celeste. In un'altra stanza un grande anello di vetro, Blue Glass Roll 405/2, 2019 evoca il movimento e il tempo. Un'altra scultura, Atlantic, 2020 è costituita da una sovrapposizione di lastre di vetro stampate in rilievo la cui stratificazione richiama il movimento, la forza d'inerzia e la densità dell'acqua.

Atlantic è una variazione di una proposta creata temporaneamente per la prima volta nel 1990 per una mostra ad Anversa. Un blocco di vetro ottico, Untitled (provisionally), 2019 cattura lo spazio e i colori del luogo. Mantiene la forma della colata grezza presa durante il suo raffreddamento. Passeggiando per la mostra lo spettatore si imbatterà in una scultura di un ombrellone in paglia dorata che agisce come un battito di ciglia alla radiazione ardente. L'oro e il suo bagliore sono una metafora del terreno e del cosmico, del tangibile e dell'intangibile. 

Candy Sculpture 805/2-405-805/2, 2019 è una scultura composta da tre blocchi di vetro impilate, è presentata insieme a un trittico delle serie Gaufrettes, Bright Yellow, Bright Pink, Pinky Sunset R, 2020, che ne evidenzia la materialità pittorica e spazialità del colore stesso. Paradossalmente è nelle sue opere apparentemente più statiche, le Gaufrettes (Wafers) o Magic Mirrors, che Janssens codifica le precondizioni più semplici e istantanee per i suoi esperimenti. Non immediatamente afferrabili, queste "sculture performanti" - queste macchine del colore - sono miscele di apparizione e scomparsa non assertivi e potenzialmente elusivi che si producono solo in risposta all'attenzione e al movimento corporeo dello spettatore.