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Biodiversità e servizi eco sistemici: un programma europeo per il Fiume Sarno

Scritto da Maddalena Maria Sorbino Il . Inserito in Il Palazzo

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È stato firmato il giorno 21 gennaio 2021, l’Accordo di programma per la partecipazione al programma europeo “Horizon 2020 Framework Programme”.

Il progetto, come ribadito dal sindaco di Striano, Antonio Del Giudice nel suo intervento di apertura dei lavori, è frutto di una collaborazione tra gli enti con l’UCSA, l’Ufficio Comune per la Sostenibilità Ambientale, che è l’Ufficio che coordina e pianifica molteplici attività negli ambiti energia, cambiamenti climatici e sostenibilità ambientale, a supporto dei Comuni aderenti e aggiunge “Il Comune di Striano è il Comune Capofila, sei sono i comuni, ma siamo in otto ad essere protagonisti. Noi ci candidiamo al Programma Europeo Horizon 2020 per finanziare questo progetto al fine di valorizzare questa grande opportunità per il Fiume Sarno per un ripristino delle biodiversità”.

Sono otto i rappresentanti degli enti pubblici presenti nella Sala consiliare del Comune di Striano per sottoscrivere il patto per la partecipazione al bando UE (LC-GD-7-1-2020) che consentirà un importante intervento di “Ripristino delle biodiversità e dei servizi eco sistemici” nei territori del Fiume Sarno che hanno aderito.

Sei, invece, i comuni presenti, oltre Striano. In qualità di Comune Capofila, anche Nocera Inferiore, Sarno, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Poggiomarino e poi il Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno ed il Consorzio di Bonifica Integrale del Comprensorio del Sarno che congiuntamente presenteranno il progetto per la partecipazione al bando europeo.

Le azioni che comprende tale accordo: sono le seguenti:

1) fornire dimostrazioni su larga scala di come l’approccio sistemico e la replica delle migliori pratiche contribuiscano al ripristino degli ecosistemi;

2) ripristinare gli ecosistemi degradati, in linea con la strategia dell’UE per la biodiversità per il 2030, in particolare quelli con un potenziale elevato di cattura e di stoccaggio del carbonio oltre che di prevenzione e riduzione dell’impatto dei disastri naturali;

3) adattare, integrare e dimostrare metodi innovativi a quelli esistenti per il ripristino degli ecosistemi degradati;

4) sostenere lo sviluppo di specifiche catene della domanda e dell’offerta, nel ripristino degli ecosistemi sulla terraferma o negli ambienti acquatici;

5) dimostrare e testare come, le attività di ripristino e la gestione socio-ecologica degli ecosistemi, consentano approcci sostenibili, neutri dal punto di vista climatico e resistenti al clima, inclusivi e trasformativi, anche attraverso la bio - economia ed i bio - settori innovativi e come investimenti per la riduzione del rischio di catastrofi;

6) promuovere l’aumento di scala e l’intensificazione dell’attuazione di soluzioni incentrate sulla natura, sulla base dell’esperienza esistente, in particolare sulla base delle lezioni apprese e delle migliori pratiche acquisite attraverso progetti e iniziative finanziati dall’UE;

7) mostrare come il ripristino degli ecosistemi su larga scala aiuterà anche le comunità umane ad adattarsi alle mutevoli condizioni a livello locale e come le attività di ripristino possono essere integrate, con pratiche di utilizzo del territorio economicamente e socialmente sostenibili;

8) provare a massimizzare le sinergie e ad evitare compromessi tra le priorità, per il ripristino della biodiversità, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici;

9) generare conoscenze su come il ripristino su larga scala possa accelerare il cambiamento trasformativo, benefico per la biodiversità e la resilienza climatica.

Un passo importante, per abbracciare quanto possibile un progetto europeo rivoluzionario.