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A SAN DOMENICO MAGGIORE SISMA 80, LA MOSTRA SUL TERREMOTO DELL’IRPINIA

Scritto da Matteo Zapelli Il . Inserito in Mostre

sisma80 foto

Apre venerdì 12 febbraio nel Convento di San Domenico Maggiore a Napoli, alle ore 12.00), la mostra SISMA80 – 23 novembre ore 19.34, progetto fotografico promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli nell’ambito dell’anniversario del quarantennale dal terremoto del 23 novembre 1980, ideato e diretto da Luciano Ferrara, prodotto da noos aps.

L’esposizione, inizialmente programmata per il 23 novembre e rinviata a seguito dell’evolversi dell’emergenza Covid-19 propone lo sguardo e la testimonianza di oltre 20 fotografi che con i loro scatti ridanno voce a una ferita di una catastrofe non ancora rimarginata. Il terremoto dell'Irpinia del 1980 fu un sisma che si verificò il 23 novembre 1980 e che colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale. Caratterizzato da una magnitudo di 6,9 (X grado della scala Mercalli) con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e, secondo le stime più attendibili, 2.914 morti.

Il terremoto colpì alle 19:34 di domenica: una forte scossa della durata di circa 90 secondi, con un ipocentro di circa 10 km di profondità, colpì un'area di 17.000 km² che si estendeva dall'Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. I comuni più duramente colpiti (X grado della scala Mercalli) furono quelli di Castelnuovo di Conza (SA), Conza della Campania (AV), Laviano (SA), Lioni (AV), Sant'Angelo dei Lombardi (AV), Senerchia (AV), Calabritto (AV) e Santomenna (SA).

Gli effetti, tuttavia, si estesero a una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l'area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli interessando molti edifici fatiscenti o lesionati da tempo e vecchie abitazioni in tufo; a Poggioreale crollò un palazzo in via Stadera, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti. Crolli e devastazioni avvennero anche in altre province campane e nel potentino, come a Balvano dove il crollo della chiesa di S. Maria Assunta causò la morte di 77 persone, di cui 66 bambini e adolescenti che stavano partecipando alla messa. La mostra è visitabile fino al 31 marzo 2021 (necessaria prenotazione noos.tribunali138@gmail.com).