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“Alessandro Mendini. Piccole fantasie quotidiane” prima esposizione italiana dedicata al noto architetto

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

Alessandro Mendini. Piccole fantasie quotidiane

“Alessandro Mendini: piccole fantasie quotidiane” è il primo evento espositivo, visitabile fino al prossimo 5 aprile, che un museo pubblico italiano, il Madre, dedica ad Alessandro Mendini dopo la sua scomparsa avvenuta il 18 febbraio del 2019. La mostra, prodotta dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee della Regione Campania, in collaborazione con Elisa e Fulvia Mendini e l'Atelier Mendini, a cura di Gianluca Riccio e Arianna Rosica, intende celebrare una delle più importanti figure nel panorama internazionale del design e dell'architettura del secondo dopoguerra.

A partire da un'inedita lettura del lavoro del grande architetto milanese, condotta attraverso la ricostruzione della fitta trama di relazioni tra design, arte e architettura, che ha caratterizzato tutta la sua ricerca, il progetto indaga scambi e reciproche influenze tra la poetica mendiniana e la cultura artistica d'avanguardia sia nella progettazione di oggetti industriali che nella realizzazione di opere pubbliche e installazioni ambientali, offrendo un'ampia testimonianza della poliforme sperimentazione di Mendini.

Opere, prototipi, documentazioni di performance, oggetti industriali, elementi d'arredo, disegni e bozzetti realizzati da Mendini nel corso di oltre cinquant’anni di attività, sono stati organizzati in una sequenza di stanze tematiche restituendo allo spettatore tutta la mobilità del linguaggio mendiniano, segnato da un approccio ibrido e interdisciplinare al progetto costantemente in bilico tra espressività e funzionalismo, in cui il principio dell’assemblaggio e dell'accostamento improvviso e imprevisto di materiali, misure e forme storiche tende a prevalere sul principio della sintesi.

Il percorso espositivo segue lo sviluppo della ricerca del designer milanese, dall'esperienza di Alchimia della seconda metà degli anni Settanta e dal periodo postmoderno sino alle esperienze più mature, segnate dal recupero della tradizione e della storia e da una forte componente letteraria nella progettazione.

Attraverso le stanze del museo Madre i principali passaggi teorici e linguistici della ricerca di Mendini vengono presentati seguendo un andamento trasversale e diacronico, dalla decorazione concepita come tema autonomo di progettazione e come narrazione intorno all'oggetto alla tensione a scavalcare gli steccati linguistici e le rigide discipline di pittura, artigianato, design e architettura, sino alla necessità di creare un dialogo costante tra l'alto e il basso, il passato e il presente, il linguaggio artistico e la cultura popolare, il pezzo unico e la produzione in serie.

A testimonianza della poliforme ricerca dell'architetto milanese, la mostra ricostruisce le diverse tappe del rapporto tra la ricerca di Alessandro Mendini e la città di Napoli, per la quale fin dagli anni Ottanta ha realizzato diversi progetti. Tre i principali progetti: l’ideazione delle fermate della metropolitana di Salvator Rosa e Materdei e la riprogettazione di alcuni elementi chiave nell’ambito dei lavori di rinnovo della Villa Comunale.