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“Alla luce del sole, un attimo prima di spegnersi” in esposizione alla Galleria Annarumma

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

Alla luce del sole un attimo prima di spegnersi

A partire dallo scorso 24 aprile, la Galleria Annarumma di Napoli ospita l’esposizione “Alla luce del sole, un attimo prima di spegnersi” con le opere di Alessandro Fogo, giovane pittore veneto. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 30 maggio.

Il conosciuto non pensato, lo straniamento, la prossimità interrogante di oggetti familiari non più così noti: sono questi i sentimenti celati nelle opere di Fogo. In ciascuno dei suoi lavori, l’artista integra senso e rottura di senso, familiarità ed estraneità, riconoscimento e disconoscimento. L’oggetto si fa simbolo, legame con qualcosa di ulteriore e nello stesso tempo riesce a restare l’oggetto nella sua essenza, si deve credere o non credere.

L’osservatore deve spostare e ridefinire certezze percettive, i significati, ciò che crede di conoscere e riconoscere, in un movimento di continua oscillazione del pensiero. I titoli delle opere sono gli attivatori linguistici di questo richiamo, l’indizio di una direzione possibile, verso uno straniamento.

La scena dei dipinti accede da un’ombra mobile, rischiarata d’improvviso dalla luce di una torcia. L’artista è come un alchimista che trasforma la materia inerte in oro, metafora della purificazione spirituale: credere o non credere, guardare o non guardare.

L’immaginario dell’artista ha a che fare con la magia che associa le cose secondo un meccanismo diverso dal nesso causa-effetto: funziona per richiami, somiglianze, contiguità e discontinuità, affioramenti di qualcosa da una profondità antica. Nel suo lavoro Alessandro Fogo mette in scena oggetti per lui significanti e simboli universali collettivi, il sacro e la fiaba, l’animale ed il domestico, Dio e gli dei.

Si è attratti a guardare in uno scrigno fatto da una pittura precisa, cangiante, vellutata, screziata. Lo spazio è rivelato per ombre profonde e preziose, colorate di blu, di verdi quasi d’ala d’insetto, di rossi, d’oro antico. Il colore trasfigura le cose, ne rivela il lato ulteriore, ma nulla è mai nebuloso. Ogni cosa è esattamente dove deve essere.

. La pittura si incarica di pensare e mostrare il conosciuto non pensato, l’indefinibile che sembrava noto ma che non sappiamo esprimere. E’ la pittura che osserva lo spettatore e non il contrario, si assiste a qualcosa di misterioso, di nascosto che viene svelato.