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Dio fece il mondo e il settimo giorno si dissestò

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in La Bufala

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Gli ultimi saranno primi, dal Vangelo secondo Matteo 20, 1, 16. Ma anche da un celebre sindaco metropolitano (digitate su google “gli ultimi saranno primi” e confrontate le Sacre Scritture con i link che vengono fuori). Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa e Napoli è come Vienna per la raccolta differenziata. Il padrone di casa uscì di mattino presto per assumere dei lavoratori per la sua vigna.

Un sindaco uscì da Palazzo San Giacomo per assumere qualcuno in Asìa. “Perché ve ne state tutti qui inoperosi”? No, non è la domanda della parabola di Gesù raccontata dall’apostolo. E’ la frase di un primo cittadino a operai pagati per non fare nulla, stavolta ho invertito l’ordine. “Chiama i lavoratori e dà loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi”. Ora a parlare è il protagonista della parabola, controllate sui link. “Caccia fuori da qui il loro capo”, di nome Raphael, rispose il sindaco. “Allora vennero quelli dell’undicesima ora e ricevettero un denaro ciascuno. Venuti i primi, pensavano di ricevere di più, ma ebbero anch’essi un denaro per ciascuno”. Questo pezzo è comune a entrambe le storie. “Perciò, nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa...”. Pure questo pezzo è comune. Comune nel senso di aggettivo ma anche di sostantivo. Il bello è che pure il finale è uguale: “Così gli ultimi saranno i primi e i primi ultimi”. Preciso che il Matteo citato è un apostolo di Gesù, quel San Matteo chiamato anche Levi. Non c’è alcun riferimento a Matteo Renzi, che qualcuno ritiene un profeta. Renzi nemmeno sembra andare d’accordo con il sindaco parabolico (cioè più fuori di una parabola, direbbero a Milano). A proposito, a Napoli non ci sono miglioramenti nella raccolta differenziata (dal Vangelo secondo Andrea Orlando, ministro dell’ambiente). Piuttosto un miracolo: la moltiplicazione dei sacchetti e dei cassonetti. Carta, vetro, plastica, indifferenziata. E con l’umido, il quinto cestino, a Napoli come stiamo messi? Dove si getta l’uovo sodano quando è avariato? E’ più facile che un ex magistrato passi per la cruna di un ago che il bilancio partenopeo nella Corte dei Conti. Dio fece il mondo e il settimo giorno si dissestò. Sempre sia lodato.