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Corte dei Conti in audizione: tra Nord e Sud un rilevante divario nella spesa sanitaria pro capite, in media 100 euro a cittadino

Scritto da Rodolfo Buccico Il . Inserito in Il Palazzo

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Il 27/10/2021 la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale ha ascoltato in audizione i rappresentanti della Corte dei Conti sullo stato di attuazione e sulle prospettive del federalismo fiscale, anche con riferimento ai relativi contenuti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

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Tra il settentrione ed il mezzogiorno del paese sono emerse significative differenze nella spesa pro capite. Ad esempio al Nord si spendono in media 100 euro in più per cittadino rispetto al Sud. Per quanto concerne gli indici di valutazione dei LEA, i livelli essenziali di assistenza, essi rappresentano una evidente fotografia delle disparità tra i rispettivi sistemi sanitari regionali lungo lo stivale.

La magistratura contabile afferma che: “Nonostante il percorso di graduale avvicinamento ai livelli essenziali, il sistema sanitario non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità. Gli indici di valutazione dei LEA, secondo la vecchia e la nuova disciplina, ne sono una testimonianza”.

La Corte dei Conti ha pubblicato in merito una tabella in cui è scorporata la spesa pro capite destinata alla sanità. Si evince come al Nord la spesa media sia di 2.139 euro mentre al Sud si parla di 2.046 euro.

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Il fenomeno può essere rilevato anche attraverso i dati della mobilità interregionale o anche quelli relativi alle Regioni in piano di rientro sanitario, quelle che presentano i problemi di adeguamento infrastrutturale e tecnologico più evidenti (senza considerare le diverse politiche regionali sui ticket)”.

I servizi sanitari impattano in maniera rilevante sulle risorse pubbliche e sul bilancio regionale, la spesa sanitaria risulta pari a circa l’80% di quella complessiva per la quasi totalità delle Regioni, con una considerevole incidenza sulla determinazione del valore pro capite.

La Corte suggerisce tra le altre cose anche “il superamento della spesa storica (con l’introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni ed il finanziamento delle funzioni sulla base dei fabbisogni e dei costi standard)”, ed un riferimento alla “realizzazione di un sistema di perequazione sorretto dall’intervento verticale che serva a colmare i gap di capacità fiscali”.

Appare di tutta evidenza come alcuni aspetti della relazione presentata dalla magistratura contabile siano in linea con quanto più volte discusso nelle sedi istituzionali e politiche centrali in merito agli elementi di disparità di trattamento economico e socio-sanitario a cui sono sottoposte le regioni del Sud. Ad oggi molti sono stati d’altro canto gli sforzi fatti per ottimizzare le risorse impiegate e per allineare la sanità campana a quella della media nazionale ed i risultati sono più che positivi, ma nel contempo non si può trascurare la necessità di una revisione dei criteri di ripartizione delle risorse destinate alla sanità. Al momento il sistema adottato premia le regioni più ricche del paese a netto discapito di quelle meno sviluppate come la stessa Campania.

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