fbpx

“Waiting for the Sibyl” in esposizione al Museo di San Martino, una nuova concezione delle Sibille

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

Waiting for the Sibyl

Presso la Certosa e Museo di San Martino viene ospitata, a partire dallo scorso 14 novembre, il progetto espositivo “Waiting for the Sibyl” nato dalla collaborazione tra la Direzione regionale Musei Campania e la Galleria Lia Rumma. L’esposizione, visitabile fino al prossimo 13 febbraio 2022 propone il film “Sibyl” di William Kentridge in dialogo con le Sibille della Cona dei Lani.

Come in un nuovo racconto che si dispiega sulle pareti della Spezieria, le magnifiche Sibille della Cona dei Lani dialogheranno con la video installazione dell’artista sudafricano, presentata nel maggio 2020 nella sede di Milano della Galleria Lia Rumma all’interno della mostra personale “William Kentridge and other histories”, dopo l’anteprima mondiale del lavoro teatrale “Waiting for the Sibyl” al Teatro dell’Opera di Roma.

Kentridge, protagonista indiscusso sulla scena internazionale dell’arte contemporanea, con una produzione che combina film, disegno, musica, teatro, letteratura, rievoca in questo lavoro la figura della Sibilla, la sacerdotessa citata anche da Dante che, interrogata, trascriveva gli oracoli su foglie di quercia: “Così la neve al sol si disigilla; così al vento ne le foglie levi, si perdea la sentenza di Sibilla” (Paradiso, XXXIII).

Nel video “Sibyl” la Sibilla contemporanea è immaginata come una danzatrice africana che si muove, accompagnata dalle composizioni vocali del musicista e coreografo Nhlanhla Mhalangu. Sullo sfondo di pagine di vecchi libri, tra cui antiche edizioni della Divina Commedia, l’inchiostro tratteggia alberi con rami e foglie nere che si scompaginano, si rimescolano proprio come i vaticini, riportando profezie in cui un algoritmo implacabile indica l’esito del nostro destino, come una nuova Sibilla.

A contrastare l’automatismo che sembra guidare la nostra sorte si ergono le immagini disegnate sulle pagine di quei consumati eppur bellissimi libri, immagini che mostrano alberi, foglie, oggetti animati, forme geometriche colorate e figure in trasformazione che restituiscono vita e umanità al tentativo di scoprire il proprio futuro e ai sentimenti di paura e incertezza che ne derivano.

Il ruolo delle Sibille ha subito nei secoli una notevole evoluzione: da figure leggendarie, mediatrici tra il dio Apollo e l’uomo, in grado di preannunciare eventi e calamità naturali, come erano intese nell’antichità classica, non persero comunque la loro funzione con l’avvento del cristianesimo. Al pari dei profeti divennero infatti annunciatrici della venuta di Cristo.

Esempio di tale conversione è proprio la nuova sezione espositiva del Museo di San Martino dedicata alla Cona dei Lani, posta frontalmente alla Spezieria, recentemente inaugurata dopo un lungo e articolato intervento di restauro e musealizzazione, che, pur non tentando la ricomposizione integrale della Cona che decorava la distrutta Cappella dei Lani nella chiesa di Sant’Eligio al Mercato, presenta le Sibille quali eloquenti figure profetiche all’interno di un complesso monumentale sacro.