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“Ho incontrato il loro amore”, romanzo epistolare di Luca Murolo e Antonio Piscini

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Letteratura

Copertina articolo

La casa editrice Graus Edizioni pubblica il romanzo epistolare “Ho incontrato il loro amore” inserito all’interno della collana “Personaggi”. Questa ha come scopo quello di raccogliere le vite reali di uomini e donne che con le loro testimonianze e il racconto degli eventi vissuti riescono a porre luce su tempi non molto lontani dal nostro.

La collana pone la luce su vite uniche e irripetibili, trasformando gli individui in personaggi carismatici, protagonisti di trame coinvolgenti tanto da sembrare oggetto di fantasia da parte degli autori, personaggi che riescono a coinvolgere ed emozionare il lettore trasportandolo nella dimensione più intima della loro vita.

“Ho incontrato il loro amore” è un romanzo “rosa” scritto a due mani da Luca Murolo e Antonio Piscini, eppure non si tratta solo della trasposizione delle missive scambiate tra due innamorati. Il testo parla sì di amore, ma si fa portavoce anche di un periodo storico in cui i cambiamenti della modernizzazione hanno stravolto una popolazione.

Casa Piscini diventa la casa di tutti gli italiani poiché quelle lettere si fanno portavoce di un periodo storico: dal 1943 fino al trasferimento a Napoli del 1951. La storia di questa famiglia è la storia dell’Italia tra i primi anni del dopoguerra e gli anni Cinquanta.

Nel prologo del romanzo si ritrova Antonio Piscini che, a causa di una graduale e dolorosa demenza senile, sceglie di portare con sé sua madre da Sferracavallo, una piccola frazione di Orvieto, ad Anacapri nella sua villa, luogo di comodità e, soprattutto, calore umano. Lì Antonio la sorprende nascondere gelosamente una lettera. È così che inizia il racconto.

Quella lettera è parte di una corrispondenza che racchiude il segreto di un amore eterno, un amore che ha attraversato la storia. In questo scambio epistolare fra i suoi genitori, Antonio scopre non solo la forza della sua famiglia, del padre Luigi Piscini e della madre Niva, di quell'amore più resistente di ogni contrasto, ma anche la componente tragica che investe ogni vita, e un nonno, di cui porta il nome, burbero e anaffettivo che sempre ha ostacolato la coppia.

I lettori potranno sentirsi invasori dell’intimità dei genitori di Antonio Piscini, tuttavia riusciranno a farsi trasportare dai modi di scrittura appartenenti a tempi lontani. La scrittura, dopotutto, è il miglior modo per far sopravvivere la memoria: la testimonianza scritta resta immutata nel tempo, rimane una verità che nessuno potrà mai modificare.