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Una scelta necessaria

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Il Palazzo

Mario Bianchi Renzi

Non lo sanno ancora cosa vogliono fare da grandi, e allora i renziani in Campania si interrogano ancora su questo: una nostra corrente è necessaria?
La domanda sino a quando Renzi era il candidato alle primarie per la scelta del premier non era giustificata.

Renzi però ha messo i piedi nel piatto, si è candidato a segretario del PD, e oggi lo è. Quella domanda dunque si ripropone ed è tutt’altro che inopportuna. Renzi, però, ha già risposto nei fatti: lui non l'ha creata. Questo nella evidente necessità di avere mani più libere ma anche perché la sua idea di partito non può evidentemente prevedere correnti strutturate. Un anno fa su questo giornale scrivevo che la forma partito futura è tutta da costruire, si sta formando attraverso tentativi, nessuno ha in testa un'architettura completa. D’altronde i partiti classici nel loro formarsi non hanno seguito una scaletta preconfezionata, uno schema di montaggio tipo mobili Ikea. L’idea di partito di Matteo Renzi si basa su una direttrice chiara: un partito plurale al cui interno convivono ipotesi, analisi e proposte diverse. Queste si confrontano e permangono senza strutturarsi in maniera statica: le diverse ipotesi sono anch’esse plurali al loro interno. La caratteristica potremmo dire sia la liquidità, la capacità cioè di non avere una forma fissa. Tutto questo però si scontra con una realtà tutt’altro che liquida, si scontra con un partito che ha correnti definite, composte al loro interno da gruppi che si raccolgono intorno a questo o quel leader territoriale. Il partito, che sembrava temere il modello personalistico e leaderistico, ha prodotto al suo interno, come bene descrive Mauro Calise nel suo ultimo saggio Fuorigioco, il “virus” del microvoto e dei micro notabili. Se questa è la realtà delle cose, per i “renziani” si ripropone il dilemma: senza una corrente rischiano la condanna all’impotenza, tuttavia strutturati in corrente rischiano la condanna all’inadeguatezza, non tanto internamente al PD, ma soprattutto esternamente dove si rischia cioè di apparire e dunque essere inadeguati a rappresentare il nuovo. Come uscire dal dilemma? Ma ancor più come sopravvivere in questa intricata foresta che è oggi il PD? Possono usare il macete per aprire uno spazio dove collocarsi? Direi che sia inevitabile. Ma questo spazio non deve servire a farci rimanere nella foresta e renderci suoi prigionieri. Si apprestano i congressi regionali, in questo strano e contraddittorio percorso che ha visto la celebrazione prima dei congressi provinciali, poi di quello nazionale e ora invece di quelli regionali. La scelta di non essere una corrente ha prodotto il riposizionamento dei micro notabili presenti sul territorio, con molti che si sono scoperti all’improvviso sostenitori di Renzi. E così la presenza innovativa “renziana” in Campania non viene percepita perché si confonde inevitabilmente con quella di sempre, essendo rappresentata dai soliti volti noti e stranoti e dunque è destinata ad aggrapparsi esclusivamente al consenso del Leader nazionale, al consenso di Renzi. Il rischio che il peso dei micro notabili risucchi quel consenso è grande. Per questo non è più possibile rimanere in stallo. Occorre venire allo scoperto, costruire una rete non ideologica, riformista e pragmatica, che si caratterizzi su una serie di proposte programmatiche, su cui raccogliere il consenso. Questo significa pensare a livello regionale proposte innovative, concrete, programmatiche capaci di intercettare la domanda dei cittadini elettori. Mettere in piedi una struttura mobile, facilmente “smontabile”, aperta, leggera, che possa di volta in volta modificarsi. Una “corrente” che sia il PD fondato al Lingotto. Solo così “i renziani” in campania potranno essere percepiti come la novità di cui si sente il bisogno. Una novità alternativa ai vecchi notabili del PD e alternativa al Centro Destra che la ha governata. Una strada difficile? Certamente! Ma l’unica possibile per i renziani se non vogliono morire per assenza di luce e di aria nella foresta in cui ora si trovano. Ma la scelta per ora non si è ancora compiuta.

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